Cina, in crisi mercato auto elettriche, crescono solo l'1,8%

Governo taglia sovvenzioni e boom del +300% resta un ricordo

Redazione ANSA ROMA

Dopo cinque anni di incentivi governativi, che secondo gli analisti hanno 'drogato' le vendite, il mercato dei veicoli elettrici ed elettrificati in Cina ha improvvisamente perso vigore. Va detto che, come per il prodotto interno lordo e per altri indicatori sullo sviluppo di quella grande economia, il segnale del calo non è dato dal segno meno ma soltanto dal passaggio a incrementi a una cifra rispetto alle precedenti due. Da un totale di 97mila unità, fra BEV e PHEV, vendute ad aprile (+18% rispetto allo stesso mese del 2018, in maggio - riporta Automotive News China - si è passati in maggio a 104mila unità, che rispetto all'anno precedente rappresentano però un incremento di appena l'1,8%. Un trend che si è, dunque, chiaramente invertito, se è vero che negli ultimi 3 anni la crescita delle immatricolazioni di BEV e PHEV era stata in media del 50% dopo il boom del settore, che aveva oltrepassato il +300% nei primi anni di applicazione degli incentivi, cioè il 2014 e il 2015.

I cinesi affrontano ora la riduzione fino al 70% delle sovvenzioni (varata alla fine di marzo) e il divieto, posto dal Governo centrale a quelli locali, di aiutare il mercato con altri provvedimenti. Ad essere più colpiti - sottolinea Automotive News China - sono gli acquisti di modelli 100% elettrici (l'80% del mix di elettrificati) che erano i più sovvenzionati. Prima del taglio degli incentivi, era possibile coprire fino a metà del prezzo del veicolo nel caso della provenienza di marche locali di fascia popolare. Le probabilità di un ritorno al passato - cioè ad un mercato elettrificato molto vivace - sono ridotte, dato il rallentamento dell'economia nazionale e la determinazione di Pechino di eliminare gradualmente il programma di sussidi per BEV e PHEV entro la fine del 2020. Per contro la produzione di modelli elettrificati è in continua crescita - in maggio +17% a 112mila unità - e questo potrà probabilmente essere compensato in parte dall'aumento delle esportazioni, un canale che potrebbe evitare il disastro delle aziende cinesi che hanno puntato solo sull'elettrico.

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