8 marzo: le donne che hanno fatto la storia delle 4 ruote

Da Bertha Benz a Linda Jackson. C'è anche un video di Seat

Redazione ANSA ROMA

Auto e donne, un binomio vecchio quanto il mondo. Nella storia dell'industria automobilistica le esponenti del gentil sesso hanno da sempre giocato un ruolo centrale. Che siano manager, designer, ingegneri o addette alle linee produttive, le donne hanno da sempre messo a disposizione ingegno e creatività, intuizione e coraggio, contribuendo a scrivere capitoli significativi della storia dell'automotive. E non è un caso visto che, come diceva anche D'Annunzio, l'automobile è femmina e senza quell'attitudine particolare non potrebbe mai essere la stessa.

Negli anni si sono susseguite figure femminili, che con la loro determinazione e una buona dose di resilienza hanno determinato le sorti dell'industria dell'automotive. È il caso di citare Bertha Benz una pioniera per aver intrapreso il primo viaggio della storia dell'automobile - con i due figli - a bordo di una Benz Patent Motorwagen modello III. Una donna caparbia e risoluta, per la sua epoca, ma pronta ad affrontare le sfide quotidiane, tipiche dei giorni nostri. Insomma una donna moderna che nell'agosto del 1888 partì da Mannheim a Pforzheim, città natale di Bertha Benz. Il viaggio di 106 km, non senza imprevisti, richiese una bella fatica alla moglie bell'inventore dell'automobile Carl Benz ma alla fine la soddisfazione fu massima.

Negli anni, si è arrivati a vedere la prima donna a capo di una casa automobilistica (Sophie Opel nel 1895), quelle che - indossata la tuta - si cimentavano per prime nelle corse automobilistiche sportive, pilote competitive come l'italiana Maria Teresa de Filippis, la prima a partecipare ad un Gran premio del campionato mondiale di Formula 1, ma anche la grandissima "Lella" Lombardi. Per arrivare a tempi più recenti, Johanna Quandt (BMW), Ursula Piech (VW), Mary Barra (numero uno di GM, succede ad Anne Stevens) e Linda Jackson, ceo di Citroen dal 2014.
Oggi le donne dell'automobile sono quelle che lavorano per lo sviluppo di prodotti adatte alle esigenze di mercato.
Nel giorno dll'8 marzo, Seat ha deciso di voler sottolineare il loro lavoro e la loro competenza attraverso un video che le ritrae all'opera.

Su youtube la casa di Martorell ha infatti pubblicato un filmato dove sono loro ad essere le protagoniste, coloro che tutti i giorni lavorano per lo sviluppo di tecnologie utili alla guida.
E che hanno preso spunto proprio dalle donne del passato come June McCarroll, un medico dalla cui intuizione sono state sviluppate le strisce di margine della carreggiata; o ancora Florence Lawrence, grazie alla quale sono partite le idee per lo sviluppo di indicatori di direzioni e luci di frenata; Mary Anderson, che ha lavorato con un designer per dar vita a sistemi che potessero aiutare il conducente nelle situazioni di condizioni meteo avverse oppure Dorothy Levitt, giornalista e scrittrice dalla cui intuizione è nata l'idea dello specchietto retrovisore, diventato successivamente elemento standard dell'automobile per motivi di sicurezza.

Infine, degna di nota è la figura di Elvira Beloso. Il suo nome non compare in giornali ed emeroteche, ma è stata una figura imprescindibile per preservare l'eredità di Seat. Per molti anni incaricata della gestione del parco auto della casa, la Beloso ha conservato, uno a uno, gli esemplari e i modelli che riteneva importanti per raccontare la storia del marchio: prime e ultime unità, edizioni speciali o vetture create appositamente per le autorità o eventi particolari. Elvira selezionava una a una le vetture, conservandole in una zona ritirata dello stabilimento Seat di Zona Franca (Barcellona), per far sì che in futuro ne venisse riconosciuto il valore storico. Questo giorno è arrivato, e Seat vanta oggi una collezione storica di 317 modelli. All'impegno di Elvira Beloso va gran parte del merito per aver preservato il passato.

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