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“Puntare su un modello ibrido elettricità-gas”

Borchardt (DG Energia Ue): “Così sistema energetico europeo più solido e resiliente”. Watson (Eurogas): “Fissare target per il gas rinnovabile”

Quotidiano Energia - “Un modello duale o ibrido basato principalmente sull’elettricità da rinnovabili ma sostenuto e integrato da gas rinnovabile e decarbonizzato”. E’ la “visione” per il futuro sistema energetico europeo del direttore Mercato interno della DG Energia della Commissione Ue, Klaus-Dieter Borchardt, secondo il quale “il tutto elettrico non è né tecnicamente fattibile né economicamente accettabile poiché aumenterebbe in modo significativo i costi dell’energia”.

In un intervento su “European Energy Innovation”, Borchardt rileva dunque la necessità di “indagare se, in che misura e come il gas e le infrastrutture gas possano essere compatibili con gli obiettivi climatici e fornire soluzioni efficienti sotto il profilo dei costi per la transizione energetica”. Dovrebbe inoltre essere valutato “l’utilizzo ottimale delle infrastrutture realizzando sinergie e interazioni tra il settore del gas e quello elettrico”.

Il dirigente della DG Energia crede infatti che facendo ricorso al modello ibrido gas-elettricità “il sistema energetico europeo sarebbe molto più solido e resiliente, basandosi su due fonti energetiche e due infrastrutture indipendenti e allo stesso tempo complementari”. In aggiunta, “potrebbero essere prodotte in Europa grandi quantità di gas rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle importazioni”.

A giudizio di Borchardt, una combinazione di elettricità da Fer e di tecnologie gas low-carbon (biogas, biometano, idrogeno, power-to-gas) “non solo si tradurrebbe in sostanziali risparmi nel processo di transizione, ma porterebbe crescita economica e creazione di posti di lavoro e rafforzerebbe la posizione della Ue di leader nelle tecnologie energetiche innovative”.

Quanto agli orizzonti temporali, il funzionario dell’esecutivo comunitario è convinto che nel breve-termine il gas sarà essenziale per sostituire il carbone e nel medio-termine sarà indispensabile come back-up per le Fer elettriche, mentre dopo il 2050 questa fonte potrà restare nel mix energetico europeo “solo se totalmente decarbonizzato”. Le date precise di questi passaggi, e lo spazio che sarà attribuito al gas e all’elettricità, “dovrà essere determinato dalle forze di mercato, puntando a raggiungere la massima efficienza in un’ottica di neutralità tecnologica”. E in questo senso il principale obiettivo dovrebbe essere “la rimozione delle barriere normative esistenti o l’eliminazione di ogni potenziale gap regolatorio al fine di creare un equo terreno di confronto”.

Per far sì che tutto ciò avvenga, conclude Borchardt, “serve da un lato una collaborazione strutturata tra l’elettricità da Fer e il settore gas e, dall’altro, un’intensa cooperazione con le industrie energivore”. E’ poi “essenziale” un “dialogo tra i settori dell’elettricità e del gas e i loro clienti dei comparti trasporti e riscaldamento”.

L’associazione del settore gas europeo, Eurogas, ha dato per parte sua piena disponibilità a un impegno per la transizione, proponendo per bocca del nuovo segretario generale James Watson l’introduzione di un target vincolante per il gas rinnovabile e decarbonizzato nel nuovo pacchetto gas in discussione alla Ue.

Watson – fino allo scorso 31 dicembre a.d. di SolarPower Europe – ha spiegato in una nota diramata ieri che “il target si dovrebbe basare sugli esistenti obiettivi Fer e aiuterebbe la Ue a raggiungere una maggiore quota di energia rinnovabile a un costo più basso”.

Watson è persuaso che “il gas è indispensabile per centrare ambiziosi target di decarbonizzazione e può guidare la transizione energetica combinando i vantaggi dell’elettricità e del gas attraverso l’integrazione”.