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Mobilità sostenibile, arriva il secondo pacchetto Ue

Bruxelles presenterà le nuove norme in autunno

Quotidiano Energia - Sarà presentato il prossimo autunno il secondo pacchetto europeo per la mobilità sostenibile. Se nel primo - lanciato lo scorso maggio dal responsabile per l'Unione energetica Maros Sefcovic - Bruxelles ha inquadrato le politiche di lungo-termine per la mobilità e proposto otto iniziative legislative riguardanti in particolar modo il trasporto su gomma, il secondo pacchetto conterrà un'iniziativa per le batterie, un piano infrastrutture per i veicoli alternativi, un aggiornamento delle regole di public procurement per i veicoli "verdi" e gli attesissimi limiti post-2020 alle emissioni di CO2 delle auto.

Dalla comunicazione sulla nuova strategia per l'industria europea, pubblicata mercoledì in occasione del discorso sullo Stato dell'Unione del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, si evince che l'iniziativa per gli accumuli riguarderà sia le batterie stazionarie che mobili, mentre il Piano d'azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi (Action plan on alternative fuels infrastructure) avrà il compito di "sostenere la diffusione di una dorsale Ue di infrastrutture di ricarica".

Quanto ai limiti alle emissioni di CO2 dei veicoli per il post-2020, la proposta della Commissione riguarderà autovetture e furgoni, mentre per i mezzi pesanti bisognerà attendere "la prima metà del 2018". L'anno prossimo, ha precisato ieri Sefcovic nel suo discorso al Salone di Francoforte, Bruxelles presenterà la terza e ultima parte del pacchetto mobilità, che oltre ai primi limiti in assoluto alle emissioni di CO2 di camion e autobus conterrà proposte per la sicurezza delle infrastrutture stradali.

Nel discorso di Sefcovic non poteva mancare un riferimento al Diesel-gate, che il vice-presidente ha definito "il grande elefante nella sala". I cittadini europei, ha detto, "hanno il diritto di ricevere risposte chiare, non solo dalle autorità competenti ma anche dalle Case automobilistiche, e soluzioni accettabili: negli Usa essi ricevono compensazioni, in Europa scuse".

Sul tema è intervenuta anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, che a Francoforte ha chiesto ai costruttori di "fare tutto il necessario per riguadagnare credibilità e fiducia al più presto possibile". La Merkel, che tra 10 giorni dovrà affrontare il test elettorale, si è tuttavia rifiutata di criminalizzare la tecnologia diesel nel suo complesso: "Non ci sono scorciatoie, avremo ancora bisogno dei motori a combustione per altri decenni a venire", ha avvertito.