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Cambiamenti climatici, gli effetti sull'elettricità europea

Il picco di domanda dall'inverno all'estate

Quotidiano Energia - Gli effetti dell'innalzamento delle temperature sulle condizioni meteorologiche iniziano ad essere evidenti, con periodi di siccità e di precipitazioni intense sempre più frequenti. Ma quali conseguenze avrà il cambiamento del clima sulla domanda di energia elettrica?

Al quesito cerca di rispondere uno studio dei ricercatori Leonie Wenza, Anders Levermann e Maximilian Auffhammer (attivi presso Università di Potsdam, Mcc di Berlino, Columbia University, University of California e istituto Nber di Cambridge), secondo cui 24 dei 35 Paesi europei registreranno nel corso dei prossimi 80 anni uno spostamento del picco stagionale di domanda elettrica dall'inverno all'estate.

Lo studio, pubblicato a fine agosto dalla rivista scientifica statunitense "Proceedings of the National Academy of Sciences" (Pnas), rileva che attualmente soltanto 5 Paesi europei (tra cui l'Italia) mostrano il picco di domanda durante la stagione calda, a causa dell'esteso utilizzo dei condizionatori. Intorno al 2100, però, le temperature medie in Svezia potrebbero essere analoghe a quelle attuali del Nord Italia, mentre Amburgo potrebbe avere lo stesso clima di Roma.

Di qui la previsione di un aumento del peak load giornaliero e della domanda elettrica complessiva nell'Europa meridionale e occidentale (con punte in Portogallo e Spagna) a seguito dell'incremento delle temperature e di una contestuale riduzione dei due indicatori nell'area settentrionale del continente (più accentuata in Svezia e Norvegia) grazie al clima più mite. Tali sviluppi si compenseranno vicendevolmente e la variazione dei consumi medi europei sarà praticamente pari a zero, ma lo spostamento dei picchi stagionali avrà "importanti ricadute" sulla capacità di generazione di punta, le infrastrutture di trasmissione e le politiche energetiche.

Lo studio propone tre scenari di emissione di CO2, giungendo alla conclusione che sia nell'ipotesi "business as usual" che in quella di massima riduzione i consumi elettrici e il peak load giornaliero (seppure in percentuali leggermente diverse) saranno in crescita in Spagna, Portogallo, Francia e Paesi balcanici e in contrazione in Scandinavia, Paesi baltici e Italia. La Penisola, infatti, rappresenta "un'eccezione": a seconda dello scenario, lo studio calcola un peak load in discesa dall'1,8 all'1,9% al 2040-2059 e dal 2 allo 0,9% al 2080-2099, mentre la domanda elettrica giornaliera media resterà sostanzialmente stazionaria (da -0,28 a +0,23% al 2055-2059 e da +0,05% a +1,01% al 2095-2099).

La differenza tra le proiezioni per l'Italia e quelle per gli altri Paesi dell'Europa sud-occidentale deriva probabilmente dalla metodologia utilizzata dallo studio, che al fine di isolare gli effetti dei mutamenti delle temperature sui consumi elettrici è partito dai dati sulla situazione attuale senza tenere conto delle possibili variabili future: andamento della popolazione e dell'economia, tasso di elettrificazione nel riscaldamento e nei trasporti, evoluzione dell'atteggiamento culturale dei cittadini etc.