Pandemia arricchisce paperoni Usa

Redazione ANSA

La pandemia arricchisce i paperoni americani. Dal 18 marzo, quando sono scattati i lockdown, i 643 miliardari a stelle e strisce hanno guadagnato 845 miliardi di dollari, ovvero 141 miliardi al mese o 4,7 miliardi al giorno. Cifre stratosferiche grazie alle quali il loro 'tesoretto' sale da 2.950 miliardi di dollari a 3.800 miliardi. A fare i conti in tasca ai ricchi americani è l'Institute for Policy Studies, secondo il quale il maggiore beneficiario della pandemia è Jeff Bezos. La fortuna del patron di Amazon è aumentata del 65%, o di 73,2 miliardi.

Dall'inizio della crisi alla cifra record di 186,2 miliardi, con la quale detiene il titolo di uomo più ricco al mondo. Non possono lamentarsi neanche Elon Musk, la cui fortuna è cresciuta del 247% a 92 miliardi di dollari, e Mark Zuckerberg. Il numero uno di Facebook, nonostante le critiche e gli scandali, ha visto crescere la sua ricchezza dell'84% a 100,6 miliardi. I guadagni da capogiro si contrappongono ai quasi 200.000 morti negli Stati Uniti per il coronavirus e alle casse vuote degli americani e dei singoli stati, mostrando un ampliamento delle disuguaglianze. Un gap che cresce e riporta alla ribalta il dibattito sulla tassazione dei paperoni. Il New Jersey ha appena approvato un aumento delle imposte sui ricchi con l'obiettivo di risanare i conti pubblici travolti dall'emergenza virus. In Congresso i democratici Bernie Sanders e Alezandria Ocasio-Cortez hanno invece proposto una tassa una tantum pari al 60% dei guadagni dei miliardari fra il 18 marzo e la fine dell'anno per aiutare la classe media a coprire le spese sanitarie. Una misura che, se scattasse, costerebbe a Bezos 42,8 miliardi e a Musk 27,5 miliardi.

"La politica ha messo il turbo all'economia dei miliardari, e ora la stessa politica è in stallo sugli aiuti all'economia reale" afferma Chuck Collins, direttore del programma sulle disuguaglianze dell'Institute for Policy e co-autore del rapporto Billionaire Bonanza 2020. "Chiaramente le priorità della politica sono sottosopra".

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