Ghemon, ho reagito alla pandemia con un album pieno di vita

Sanremo senza pubblico sala? Non mi spaventa, sempre emozionante

di Francesca Pierleoni ROMA

Questo è stato un anno intenso "da tanti punti di vista. Anch'io l'ho vissuto a ondate, ho dovuto capire cosa mi stesse succedendo e come altri colleghi all'inizio mi sentivo bloccato ad osservare. Poi sono arrivate la reazione, l'aggiustamento, la voglia di vivere e nonostante avessi appena fatto un album ('Scritto nelle stelle', uscito ad aprile 2020), il desiderio di scriverne subito un altro", che fosse "pieno di energia e vita". Lo spiega sorridendo Ghemon, cantautore e talento hip hop che si muove da sempre fra i generi, la ricerca musicale e i testi profondi con leggerezza e eleganza, dal soul al funk, dal pop al reggae. Un percorso ricco confermato da E vissero feriti e contenti, suo settimo album, in arrivo dal 19 marzo con Carosello Records, già disponibile in pre-order. Ad anticiparlo, la nuova avventura sanremese fra i big (terza presenza al Festival, dopo essere stato ospite di Diodato e Roy Paci nel 2018 ed in gara nel 2019 con Rose Viola) proponendo in competizione 'Momento perfetto'. Il brano, in un arrangiamento avvolgente in cui spiccano i fiati (parte curata, arrangiata e suonata n dal trombettista, vincitore di 11 Grammy, Philip Lassiter, ex membro della New Power Generation di Prince), è un inno a chi reagisce in una società che spesso sfrutta il lavoro senza dare opportunità, e che costringe a troppi compromessi.

"La musica è molto energica e gioiosa, mentre il testo affronta temi generazionali, legati anche a generazioni prima della mia. Ho guardato dentro e fuori di me - dice all'ANSA Ghemon, all'anagrafe Gianluca Picariello, classe 1982 - che riguarda anche le generazioni più piccole. Il brano parla anche dell'accettare che i 'like' che arrivano dalla vita a volte siano pochi ma non per questo ci si senta meno degli altri". Tornare a Sanremo quest'anno "è liberatorio. Lo dicevo al mio amico Rocco Tanica, dopo le ultime prove fatte all'Ariston. Nonostante il teatro fosse vuoto, ho provato dei momenti di vera gioia. Lo spirito con cui vado è proprio di felicità e gratitudine, dopo questo periodo si sente di più". Il festival è anche il suo contorno, le persone che incontri per strada, mancherà "una parte di folklore che ci piace. Ma l'emozione di salire sul palco è identica. Mi dispiace non ci sia il pubblico, ma nella mia carriera mi è già capitato di suonare in posti abbastanza vuoti - aggiunge con un sorriso -. L'emozione resta grande". Nella serata dei duetti ha invitato i Neri per caso per un medley composto da "Le ragazze", "Donne", "Acqua e sapone" e "La canzone del sole". "Ho sempre trovato i Neri per caso eccezionali, mi hanno sempre messo molto buonumore, lo stesso che spero metta la mia canzone di Sanremo". A maggio dell'anno scorso, "quando ancora non immaginavo di tornare a Sanremo, ho riascoltato tutto il catalogo dei Neri per caso e ho pensato che, semmai fossi tornato al festival, avrei voluto portare un concetto che mettesse in rilievo le voci, il coro. C'è il piacere di mostrare quanto la musica italiana sia malleabile". Anche l'album, E vissero feriti e contenti, "è energico e divertente. E' un disco con una linfa vitale dentro, che a volte va verso l'agrodolce, a volte verso l'allegro, ma mai in modo immotivato. Non mi sentivo nel cuore un disco triste, c'era già tanta tristezza fuori". Nelle 15 tracce, compresi intro e outro con la voce dell'attrice Chiara Francese, alcuni interludi e 'cameo' come quello di Ema Stockholma, si passa dal viaggio introspettivo ('Nel mio Elemento', 'Difficile') alla verità con il sorriso su un rapporto di coppia, in Infinito: "Una canzone assolutamente autobiografica - spiega -. All'inizio della mia carriera la mia poetica poteva ricordare quella di qualcuno chiuso in biblioteca. Oggi penso a come dare dire ritmo alle cose quotidiane, a come renderle interessanti. Musicalmente mi diverte in questa parte della mia carriera, metterci una cifra di me stesso che finora non sono riuscito a dimostrare; la mia parte ironica e divertita, che guarda con spirito alla vita".

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