Migranti: Ue, in Italia ombra mafia su alcuni fondi hotspot

Rapporto Olaf 2018, chiesto blocco 1,4 milioni di finanziamenti europei

Redazione ANSA

BRUXELLES - Connessioni con la criminalità organizzata, irregolarità nelle gestione degli appalti, dichiarazioni false sui pasti forniti ai migranti: sono queste le ipotesi di reato per cui, dopo un'indagine sulla gestione dei centri di accoglienza condotta nel 2018, l'Ufficio europeo antifrode (Olaf) ha raccomandato a Bruxelles di escludere l'Italia dal finanziamento di quasi 1,4 milioni di euro erogati dal Fondo europeo per i rifugiati. La vicenda è riportata nel rapporto annuale sulle attività antifrode nell'Ue presentato oggi a Bruxelles.

La maxi-indagine, avviata dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro in cooperazione con l'Olaf, ha riguardato 84 persone sospettate di avere "legami con i gruppi mafiosi atti a manipolare gli appalti pubblici e ottenere finanziamenti pubblici illeciti".

Nel corso degli accertamenti, sono state rilevate diverse violazioni del Codice italiano degli appalti pubblici ed è emersa la violazione della tracciabilità dei flussi finanziari e dei necessari controlli antimafia.

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