Cittadini, Stati membri non ostacolino il cambiamento avviato con la Conferenza sul futuro dell'Ue

'Silenzio su riforma Trattati è riluttante verso la nostra voce'

Lorenzo Di Stasi

BRUXELLES - "Per rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dei rappresentanti politici è necessario che i Governi" degli Stati membri dell'Unione europea "non ostacolino il cambiamento" in base alle 49 proposte della Conferenza sul Futuro dell'Europa (CoFoE). Così si sono espressi 97 cittadini europei partecipanti alla Conferenza conclusasi nel maggio scorso, in una lettera rivolta ai capi di Stato e ministri dei 27 Stati membri dell'Ue.

La missiva arriva dopo la conclusione dell'evento di feedback organizzato venerdì scorso al Parlamento europeo di Bruxelles, dove i rappresentanti di Commissione, Consiglio e Parlamento Ue hanno dato i loro pareri e aggiornamenti sull'implementazione delle 49 proposte uscite dalla CoFoE. "Nel caso in cui - si legge nel testo - la modifica dei Trattati Ue sia l'unico modo per attuare una proposta, riteniamo che sia necessario farlo. Il requisito della modifica dei Trattati e della richiesta di apertura di una Convenzione è già sostenuto dal Parlamento e dalla Commissione Ue".

Il Consiglio dell'Ue, però, non ha ancora espresso il suo parere ufficiale sulla richiesta dell'Eurocamera di convocare una Convenzione europea per la riforma die Trattati. Questo "dimostra ancora una volta la riluttanza ad ascoltare la voce dei cittadini e a perseguire il cambiamento di cui l'Ue ha bisogno", sottolineano i firmatari. "Una maggiore cooperazione - aggiungono - significherebbe meno burocrazia e una risposta più rapida ai problemi. Gli interessi europei e nazionali sono intrecciati da decenni".

In un'altra lettera indirizzata alla Commissione Ue gli stessi cittadini firmatari chiedono, invece, "l'impegno" dell'esecutivo Ue per dare iniziativa legislativa a "tutte le proposte" della Conferenza. Questo deve essere fatto mettendo in campo la "necessaria ambizione politica" e spiegando "con chiarezza e trasparenza i motivi per cui una proposta non viene implementata".

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