Speciali Editoriali

Addio a Pelé, in Brasile tre giorni di lutto

Il re del calcio morto a 82 anni

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Redazione Ansa

Il Brasile si prepara a dare l'addio al suo Re, l'uomo che ha fatto conoscere il paese gigante del Sudamerica in tutto il mondo e per la cui morte sono stati decretati dal Presidente uscente Jair Bolsonaro tre giorni di lutto nazionale. Pelé rimarrà eterno, intanto la famiglia ha deciso di posticipare la veglia funebre a lunedì prossimo 2 gennaio, per evitare la concomitanza con l'insediamento del Presidente Lula, che avverrà con l'inizio del nuovo anno, quindi domenica. E il   Cristo Redentore diventa verdeoro per la leggenda del calcio

Addio a Pele', O Rey del calcio

L'ultimo omaggio a O Rei si svolgerà dove lui avrebbe voluto, ovvero sul campo di Vila Belmiro, lo stadio del Santos in cui si è consacrato leggenda del calcio. Sul campo è già stata allestita una passerella dove scorreranno, mescolati ai tifosi, altri grandi campioni come Ronaldo Fenomeno, Ronaldinho, Cafu, Romario, Falcao, Jairzinho, mentre i familiari del tre volte campione del mondo, la terza moglie Marcia Aoki e i sette figli avuti da tre donne diverse, oltre ai nipoti, saranno tutti accolti in una tensostruttura. Emozionante, su questa non ci sono dubbi vista l'annunciata partecipazione popolare, sarà anche la giornata di martedì 3 quando, come avvenne a Lousville per Cassius Clay/Muhammad Ali, il feretro di Pelé sarà portato in corteo per le strade cittadine, a Santos, e un momento molto particolare sarà quando si fermerà davanti alla residenza di Dona Celeste, la madre dell'ex fuoriclasse.

Pele', il pianto del Brasile: 'Tu sei eterno'

Lo scorso 20 novembre, in coincidenza con l'inizio dei Mondiali in Qatar, ha compiuto 100 anni e il figlio, per quella ricorrenza, le ha dedicato un post colmo di amore ("mi ha insegnato i valori dell'amore e dell pace", una delle frasi). Dona Celeste si sposò con Dondinho quando aveva solo 16 anni, ebbe il primo figlio, il futuro Monarca del Pallone, quando ne aveva 18, e lo ha sempre seguito con amore e discrezione, comparendo raramente in pubblico. Anche in queste ore non ha voluto fare commenti, rifugiandosi fra gli affetti più stretti. Intanto la notte scorsa a Rio de Janeiro il Cristo Redentore sul Corcovado e lo stadio Maracanà, oltre alla strada che porta il nome dell'ex fuoriclasse, sono stati illuminati a giorno con i colori oroverde della Seleçao, per ricordare O Rei, la cui gigantografia viene proiettata su palazzi e residenze delle principali città del paese. A San Paolo decine di persone sono ferme all'esterno dell'ospedale Albert Einstein dove O Rei ha cessato la propria esistenza terrena, e molti di loro, vestiti con la maglia del Santos, piangono ricordando il loro idolo, che verrà sepolto al 'Memorial Necropole Ecumênica, il cimitero verticale con vista sullo stadio del Santos, da cui dista appena 850 metri.

 

Emoziona anche la vicenda ritirata fuori da alcune emittenti, di quando Pelé nel 1986, quando aveva 45 anni, in un'intervista si offrì all'allora ct Telé Santana, alle prese con una serie infinita di infortuni (Leandro, Toninho Cerezo, Renato, Mozer), per giocare nella Seleçao i Mondiali in Messico 1986, 16 anni dopo quelli vinti nel 1970. "In 25 giorni mi rimetterei a posto fisicamente - disse O Rei - e potrei dare il mio contributo". Pelé aveva anche rivelato di aver avuto la possibilità concreta di fare ritorno in nazionale già per il torneo iridato del 1974 in Germania, ma aveva declinato l'invito perché non si sentiva a proprio agio con la dittatura militare nel paese. Fu una delle poche volte in cui disse qualcosa di 'politico'. Peccato solo, fa notare qualche commentatore, che la Cbf, la federcalcio brasiliana in occasione dei Mondiali in Qatar non abbia voluto aderire all'invito di quella sudamericana, la Conmebol, di mettere tre cuori (Tres Coraçoes in portoghese, che è anche il nome della città natale di Pelé) al posto di tre delle cinque stelle sulla maglia della Seleçao. Ma forse è stata colpa dello sponsor, e in ogni caso O Rei rimarrà Eterno. Il football ora dovrebbe cambiare nome e chiamarsi 'Pelébol', ha scritto oggi qualcuno, e in Brasile sono tutti d'accordo.

 

 

EREDI SI DIVIDERANNO PATRIMONIO DI PIÙ DI 100 MILIONI 
Cosa lascia Pelé ai suoi eredi, la terza moglie Marcia Aoki, 56enne imprenditrice, e i sette figli (cinque donne e due uomini, Edinho e Joshua) avuti da donne diverse? In Brasile e non solo qualcuno sta già facendo i conti, e il sito specializzato ''Celebrity Net Worth' ha stimato in più di cento milioni di dollari il patrimonio netto dell'unico calciatore ad aver vinto tre Mondiali. In particolare Pelé amava investire in immobile, attività in cui era anche abile come dimostra il fatto che nel 2008 riuscì a vincere per tre milioni una mega-villa che aveva a Hamptons, all'estremità orientale di Long Island, e che a suo tempo aveva acquistato per centomila dollari. Pur guadagnando cifre notevoli quando giocava, erano altri tempi e i calciatori di spicco non percepivano le cifre multimilionarie di oggi. E infatti Pelé, pur non lamentadosi mai di ciò che aveva percepito grazie al 'futebol', diceva spesso di aver guadagnato di più con la pubblicità e partecipando a eventi che con lo sport agonistico. Aveva comunque sempre rifiutato di prestarsi a propagandare "tabacco, alcolici e cose legate a temi di natura politica o religiosa". Curiosamente O Rei dal 2014, quando aveva 74 anni,percepiva in Brasile un sussidio pari a circa 550 euro al mese. "In più - aveva raccontato in un'intervista - per via della mia età potrei viaggiare gratis sui mezzi pubblici e pagare metà prezzo al cinema". Unica condizione per beneficiare di queste agevolazioni, il dimostrare agli enti preposti di essere ancora in vita, regola che in Brasile vale per qualsiasi 'pensionato'.

Pele', il Maracana' illuminato per omaggiare la leggenda brasiliana

 

JORDAN: 'TU E ALÌ SIETE STATI ESSENZA DELLA GRANDEZZA' 
Anche Michael Jordan, per molti il miglior giocatore di basket di tutti i tempi, rende omaggio a Pelé e lo fa quasi volendo passare in secondo piano rispetto a coloro che considera più grandi lui. Infatti MJ pubblica la foto di un evento del 1999 in cui 'Sport Illustrated' riuscì a riunire molti miti dello sport statunitense fra i quali anche Pelè, che veniva considerato 'di casa' per il suo passato nei NY Cosmos. E in quella immagine Jordan si era messo in ultima fila, tra Bill Russell e Tiger Woods, mentre davanti al fenomeno dei Chicago Bulls c'erano Muhammad Ali, Pelé e Kareem Abdul Jabbar. E proprio ad Alì e O Rei che erano vicini in quella foto si riferisce Jordan, scrivendo "che momento fu quel giorno (1999) con i più grandi di ogni tempo... tu sei proprio vicino ad #Ali, voi siete l'essenza della grandezza. Riposa in pace #Pelé, e gli altri che abbiamo perso. Condoglianze alla famiglia e agli amici che attraversano questi duri momenti".

 

Foto
Pelè con la maglia del Santos

IL 'PELÈ BIANCO' TOSTAO 'LUI IL GENIO, IO L'ALLIEVO
"Quando volevo vantarmi dicevo che avevo giocato con Pelé". Così Eduardo Gonçalves de Andrade, detto Tostao, o anche 'il Pelé bianco' ha ricordato oggi la figura di 'O'Rei' in un sentito editoriale pubblicato dal quotidiano 'Folha de S.Paolo', tutto incentrato sul rapporto tra 'maestro' e 'allievo'. Per Tostao, compagno di Edson Arantes do Nascimento nella 'Selecao' campione del mondo del 1970, vedendo Pelé "si ha l'impressione che il genio e l'essere umano siano la stessa cosa".

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