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Morto Soleimani: per l'attacco usato il drone MQ-9 "Reaper"

L'esplosione è stata talmente violenta che l'identificazione del generale sarebbe stata possibile per il grande anello che era solito indossare al dito

Drone MQ-9 'Reaper', dal sito Avionews

Redazione Ansa

 Il drone utilizzato dagli Stati Uniti per mettere a segno l'attacco mortale contro il generale iraniano Qassem Soleimani è l'MQ-9 Reaper, originariamente conosciuto come Predator B. A rivelarlo sono numerosi media internazionali, tra cui anche Radio Free Europe, emittente radiofonica fondata dal Congresso degli Stati Uniti e presente in Europa, Asia e Medio Oriente.

Secondo quanto riportato dal sito specializzato "Avionews", l'aereo senza pilota a controllo remoto (originariamente conosciuto come "Predator B") della United States Air Force è uno dei primi Uav (Unmanned Aerial Vehicle) hunter-killer progettato per la sorveglianza a lunga autonomia, ed a elevate altitudini. Il drone avrebbe sparato quattro missili contro due auto che stavano trasportando questa mattina il capo della Niru-ye Qods ed altri alti funzionari vicino l'aeroporto di Baghdad. L'esplosione è stata talmente violenta che l'identificazione di Soleimani sarebbe stata possibile solo dal grande anello che aveva l'abitudine di indossare al dito. Secondo altre fonti, il raid sarebbe stato condotto congiuntamente dall'MQ-9, da un altro drone - l'MQ-1C Grey Eagle - e da un elicottero d'attacco AH-64E Guardian dell'esercito americano. 

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