Puglia

Lavoro: Cgil, 60% imprese in Puglia non sono in regola

Nei settori connessi al turismo irregolarità al 74%

Redazione Ansa

(ANSA) - BARI, 12 AGO - "Il 60% delle imprese pugliesi non è in regola". Lo sottolinea il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, commentando il report dell'Ispettorato nazionale del lavoro che si riferisce ai controlli effettuati nel 2021. "Dati assolutamente preoccupanti - aggiunge Gesmundo - ma purtroppo non sorprendenti: si conferma un mondo del lavoro in questa regione compresso, da un lato, da bassi salari e precarietà a causa delle norme che regolano il mercato del lavoro e per la struttura produttiva prevalente in Puglia; dall'altro, dal continuo ricorso a forme di lavoro illegale sul piano contributivo, fiscale e contrattuale" .
    In Italia tra i lavoratori irregolari (quasi 60mila) quelli completamente 'in nero' sono stati il 26%, "percentuale che se si guarda alla Puglia - evidenzia Gesmundo - sale al 41% sul totale irregolari".
    In Puglia nel 2021, emerge dal report commentato dalla Cgil, le ispezioni in materia di lavoro e salute e sicurezza sono state 7.034: 3.157 nel terziario, 1.934 in edilizia, 1.288 in agricoltura, 655 nell'industria. Le percentuali di irregolarità vanno dal 66,28% dell'edilizia al 61,55% del terziario, quindi il 60,09% dell'industria e il 48,5% dell'agricoltura.
    "Più interessante la lettura dei dati attraverso i codici Ateco. Ad esempio - afferma segretario Cgil Puglia - il settore di attività relativo ad alloggi e ristorazione, per intenderci quelli direttamente connessi al turismo in Puglia e che lamentava mancanza di mano d'opera, ha registrato tassi di irregolarità del 74%". "Viene il sospetto - conclude - che non trovavano giovani da sfruttare, più che professionisti della ristorazione o dell'accoglienza". Inoltre dei 4.915 lavoratori cui si riferiscono nel complesso le violazioni accertate in Puglia lo scorso anno, 2.005 erano impiegati completamente 'in nero', oltre un terzo di questi in agricoltura. (ANSA).
   

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