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Bruxelles invita l'Italia a proteggere i lupi

Resta aperto dossier già analizzato nel 2017

Bruxelles invita l'Italia a proteggere i lupi

Redazione Ansa

BRUXELLES - Rivedere il "piano di conservazione e gestione del lupo italiano". È la richiesta di Marco Giovannelli e Stefania Falcon, rappresentanti dell'organizzazione per la protezione dei lupi 'Save our Wolves International', che già nel 2017 avevano raccolto 170,000 firme contro il piano dell'ex ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. La loro petizione, ancora una volta analizzata dall'apposita commissione del Parlamento europeo, resta aperta in base alla decisione presa durante il dibattito di oggi.

La commissione ha condiviso l'invito di Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi, intervenuta chiedendo "l'invio di una lettera alle autorità italiane, in particolare al nuovo ministro per la transizione ecologica perché la tutela del lupo in Italia possa avanzare senza battute d'arresto".

Falcon ha inoltre sottolineato che i rischi più grandi restano bracconaggio e ibridizzazione della specie, dovuta alla diffusione dei cani randagi ma rischiosa per il patrimonio genetico dei lupi. Servirebbe - ha detto Falcon - un'educazione sugli effetti positivi della biodiversità, che aiuterebbe "sia allevatori sia cacciatori" ad affrontare "in modo adeguato" anche il conflitto tra predatori ed erbivori allevati.

Marco Cipriani, della Dg Ambiente alla Commissione europea, ha risposto che "l'Italia è uno degli Stati membri con la più grande popolazione di lupi (circa 2,000)" eppure "l'espansione conosce molte sfide". Cipriani ha poi fatto riferimento ai progetti Life come M.I.R.CO-Lupo e altre iniziative appoggiate dalla Commissione in Toscana e Piemonte, dicendo: "continueremo il follow up e il sostegno alla messa a punto delle iniziative per la protezione dei lupi in Italia".

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