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Mostre: i rifiuti 'animati' portati dal mare nell'isola di San Pietro

Le foto di Konarzewsky in mostra a Carloforte fino al 31 agosto

10 luglio, 13:41
Mostre: i rifiuti 'animati' portati dal mare nell'isola di San Pietro, 'Quechua' Mostre: i rifiuti 'animati' portati dal mare nell'isola di San Pietro, 'Quechua'

(ANSA) – CARLOFORTE, 10 LUG – “I nostri rifiuti hanno un'anima, sono di una bellezza pericolosa e ci sopravvivranno”. Da anni, il fotografo francese Thierry Konarzewski, nelle sue camminate in riva al mare nell’isola di San Pietro, d’estate come d’inverno li cerca e li fotografa: bidoni sballottati dalle onde e approdati sulla riva, lamiere contorte e modellate dalle correnti. Nelle sue foto questi oggetti prendono vita e si trasformano in una tribù di esseri strani, guerrieri o anime erranti. Per la prima volta, l’artista presenta a Carloforte (dal 29 giugno al 31 agosto) la serie ENOSIM che parla di ritratti dei nostri rifiuti e bidoni, della loro anima e bellezza ma anche del nostro rapporto con il mare e l'ambiente. “Sono sempre stato attirato dagli oggetti logori e rovinati; subisco un vero fascino per le stigmate del tempo. Ed anche i rifiuti hanno una loro magìa particolare . I bidoni, questi oggetti quotidiani, privi di valore, trattati come tali dall’uomo, talvolta gettati senza neppure uno sguardo in mare, per incoscienza o pigrizia. Il loro vagabondare per i mari è un percorso iniziatico. Sballottati, impregnati di sale e di vento, incrostati di catrame, conchiglie e plancton, svuotati ed ammaccati, approdano infine sulle nostre coste, inerti, naufragati, sempre disprezzati. Degli Intoccabili. E tuttavia, hanno man mano subito una trasformazione. Sono diventati Entità Erranti, Guerriere, Marine…”. Questi contenitori ormai inutili, si sono trasformati con lo sguardo dell’artista, in contenuto: “Ho visto il loro dolore, la loro nobiltà, le loro emozioni. Questo strano popolo mi ha trasportato lontano, in tempi molto antichi. Essi rimangono pur sempre dei pezzi di plastica, degli oggetti vuoti che ingombrano l’ambiente naturale”. Konarzewaky ha tracciato una mappa dei luoghi in cui li ha incontrati ed ha annotato la data di ogni incontro. Nato in Benin (Africa), Konarzewsky ha trascorso i primi anni della sua vita in un villaggio sperduto nella boscaglia. “È chiaro – dice - che questa prima immersione naturale nell'animismo ha lasciato un’impronta profonda nel mio immaginario plastico”. (ANSA). .

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