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Spagna: Formentera, lotta a yacht che distruggono poseidonia

Praterie piu' colpite in prossimità isole Baleari

17 agosto, 20:05
Posidonia in vasca Acquario Genova - Costa Edutainment Posidonia in vasca Acquario Genova - Costa Edutainment

(ANSAmed) - MADRID, 17 AGO - Sono maxi yacht di decine di metri, a centinaia, che gettano le enormi ancore alla fonda e rappresentano la più letale minaccia per le praterie sommerse di poseidonia oceanica, una pianta acquatica vitale per l'ecosistema del Mediterraneo. Le più colpite, le estensioni in prossimità delle isole Baleari, a Ibiza ma soprattutto Formentera, dove questa estate ambientalisti e ricercatori hanno dichiarato guerra ai proprietari delle grandi barche da diporto, spesso ignari del fatto che dalla poseidonia dipende la sopravvivenza di un delicatissimo ecosistema, vitale per la riproduzione dei pesci e la conversione di CO2 in ossigeno.

"Sta subendo danni irreparabili e in 3 o 4 anni rischia di essere completamente distrutta in gran parte del parco naturale di Ses Salines", ha denunciato ai media il biologo marino Manu San Felix, a capo di un'equipe di biologi e sub che sta monitorando attraverso il satellite i danni provocati da yacht di grande tonnellaggio ancorati nel parco naturale delle Baleari. San Felix denuncia la fonda di ancoraggi - quotidiana, nonostante il chiaro divieto vigente - da parte di migliaia di imbarcazioni soprattutto nella zona compresa fra Caló des Oli e quella di S'Espalmador. Rappresentano la principale minaccia per il bosco sottomarino di poseidonie del parco naturale di Formentera, dichiarato nel 1999 Patrimonio dell'Unesco.

"Negli ultimi anni probabilmente le praterie sottomarine di poseidonia oceanica sono state ridotte fra il 30 e il 40% nella fascia marina che separa Punta Pedrera da S'Espalmador", avverte il biologo marino. Dai rilevamenti effettuati su una sola imbarcazione di grandi dimensioni, è risultato che quest'ultima ha distrutto oltre 10.000 metri quadrati di poseidonia - pari a un intero campo di calcio - in una sola giornata, semplicemente gettando e recuperando l'ancora.

Il bosco di poseidonia di Formentera, nel parco naturale di Ses Salinas, è catalogato come un Luogo di importanza comunitaria - oltre che Patrimonio dell'Umanità - protetto nell'ambito della Rete Natura 2000 dell'Unione Europea. E, dal febbraio scorso, fa parte di un elenco di specie silvestri in regime di protezione speciale. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, la poseidonia può produrre ogni anno pesca e materia organica per un valore stimato in 14.500 euro per ettaro. Le Baleari, come sottolinea l'associazione ecologista Oceana, hanno almeno 100.000 ettari delle preziose piantagioni sottomarine. Oceana, che si è unita all'allarme lanciato dai biologi, ricorrerà a una denuncia per reati ambientali nei confronti dei proprietari di panfili che gettano l'ancora anche nelle zone protette. Intanto, attraverso le reti sociali, è riuscita a mobilitare domenica scorsa 400 abitanti dell'isola delle Baleari, nella località di San Francesco, per esigere maggiori controlli da parte delle autorità. Carlos Duarte, ricercatore dell'Istituto mediterraneo di studi avanzati (Imeda) e autorità indiscussa nel campo delle poseidonie, ha accusato in un'intervista a El Pais le autorità delle Baleari di "intollerabile trascuratezza", dal momento che "consentono che grandi yacht di milionari e personalità pubbliche commettano questa gravissima aggressione, mentre loro girano lo sguardo altrove". Ed ha ricordato che nei boschi di poseidonia vivono gli organismi più antichi del pianeta, in alcuni casi vecchi anche migliaia di anni; per cui i danni prodotti sulle praterie sottomarine possono richiedere anche centinaia di anni per essere sanati. La giunta di Formentera ha annunciato che a settembre presenterà un nuovo piano per regolare i fondali, che include la creazione di 250 attracchi ecologici che saranno collocati a oltre 200 metri dalla costa.(ANSAmed). YK8/

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