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Trasporti: via a Deep Sea, verso emissioni zero in Adriatico

Aries Cciaa VG capofila partner progetto Interreg Italia-Croazia

28 febbraio, 10:28
Trasporti: via a Deep Sea, verso emissioni zero in Adriatico Trasporti: via a Deep Sea, verso emissioni zero in Adriatico

 (ANSA) - TRIESTE, 27 FEB - Ottenere un turismo nautico e costiero a emissioni zero dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, fino alle coste della Croazia. E' questo in sintesi l'obiettivo di Deep Sea, acronimo di Development of Energy Efficiency mobility services for the Adriatic marinas, progetto finanziato nell'asse del Trasporto marittimo del Programma Interreg Italia-Croazia, che ha preso avvio questa mattina a Trieste in Camera di Commercio Venezia Giulia con l'incontro operativo dei partner. Del valore complessivo di 2,5 milioni di euro - e per una durata che va da gennaio 2019 al 30 giugno 2021 - l'iniziativa coinvolge Aries Camera di Commercio Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, Camera di Commercio di Foggia, Regione Puglia, Comune di Andria e per la Croazia: Autorità portuale di Krk-Veglia, il Comune di Malinska Dubanica, Rera-Agenzia per lo sviluppo della Regione palato-Dalmatina, le Università di Rijeka-Fiume e Split-Spalato e il marina H.L. Dvorac. L'idea, spiega una nota, è quella di sviluppare una mobilità elettrica abbinata alla produzione di energie rinnovabili in modo da sviluppare una nautica sostenibile senza emissioni, rumori, vibrazioni dove l'energia elettrica viene prodotta direttamente nelle Marine e utilizzata dalle barche, per la mobilità dei turisti che raggiungono le banchine o le aree attigue. In questo percorso, fanno sapere i promotori, potranno trovare nuove opportunità di investimento anche gli imprenditori nautici e della cantieristica, gestori delle marine, albergatori e operatori del terziario più in generale che coglieranno le sfide produttive, le autorità politiche e istituzionali che andranno ad innovare l'aspetto normativo in funzione sempre più green, nonché i cittadini e le comunità che in questi territori vivono e lavorano e che in questo modo troveranno nuove e ulteriori opportunità occupazionali. (ANSA).

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