Benedetti, sì incentivi 4.0

Responsabile IT auspica prossima approvazione in Parlamento

Redazione ANSA TRIESTE
(ANSA) - TRIESTE, 21 DIC - "Il vero driver della nazione è ancora il settore manifatturiero; l'Italia da questo punto di vista è il secondo Paese in Europa e dobbiamo mantenere posizione, ma occorre cambiare il modello di business. In questo senso l'ICT (Information and Communications Technology) può essere un grande strumento di aiuto". Ne è convinto Fabiano Benedetti, appena confermato per un secondo mandato, Capogruppo IT (Informatica e Telecomunicazione) Confindustria Udine, e per il quale occorre che il Governo continui la politica fiscale di incentivazione che aveva portato al positivo 'effetto Calenda'. "In epoca di quarta rivoluzione industriale avvertiamo sempre più la necessità di promuovere e sviluppare una 'trasformazione digitale del business' attraverso la contaminazione dell' Information Technology nel manifatturiero", sostiene Benedetti. L'imprenditore, che è anche Ceo di beanTech, si esprime dunque a favore delle agevolazioni previste dalla Legge di Bilancio 2020 che, approvata in Senato, è attesa alla Camera. Le misure allo studio non contemplano iperammortamento o superammortamento, ma una nuova forma di bonus per acquisto beni strumentali nuovi o di Industria 4.0. Cioè un credito d'imposta in misura differenziata per acquisti eseguiti dalle imprese nel 2020 (fino al primo semestre 2021) con tetto massimo di spesa di 2 milioni di euro e individuato nella misura del 40% del costo di beni ad elevato contenuto tecnologico e il 15% per il software. Fino ad oggi la defiscalizzazione di investimenti in macchinari tecnologici "ha fatto sì che alcune aziende abbiano testato tecnologie alle quali forse non avrebbero mai fatto ricorso scoprendo che queste possono comportare un valore aggiunto", spiega Benedetti sottolineando che l'applicazione di tecnologie ha dato un vantaggio a queste aziende rispetto ad altre. Tuttavia, secondo un campione di aziende medie, piccole e grandi del Triveneto, emerge che solo il 20% ha utilizzato gli incentivi, "pochissimo, quindi c'è ancora tanto da fare. Siamo impegnati perché il restante 80 per cento si adegui. Ma per convincere questa quota servono ancora agevolazioni, incentivi; noi spingiamo perché l'IT entri in tutti i processi di business, soprattutto nella 'Advanced manufacturing valley' del nostro territorio". Benedetti è convinto che occorra anche "elevare il livello culturale del settore in modo tale da frenare anche l'emigrazione di cervelli, che in Fvg ha il dato percentuale più alto, il 4 per mille".
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