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Draghi, serve accordo forte, palla in campo Grecia

Decisione è politica, in interesse Eurozona

16 giugno, 08:25
Il Presidente della Bce Mario Draghi Il Presidente della Bce Mario Draghi
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La ripresa "procede ad un passo moderato" ma "dovrebbe ampliarsi" e "le proiezioni" sono per una crescita "dell'1,5% nel 2015, dell'1,8% nel 2016 e del 2,0% nel 2017". Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, in apertura del suo intervento nell'audizione davanti alla Commissione Economico finanziaria del Parlamento europeo.  Draghi risponde alle domande degli eurodeputati sulla situazione economica della zona euro e sui negoziati in corso sul programma di riforme della Grecia.

 

Inflazione a +1,5% nel 2016 e a +1,8% nel 2017 - "Ci aspettiamo che l'inflazione resterà bassa nei mesi a venire". Lo dice Mario Draghi davanti alla Commissione Economica del Parlamento ricordando che "dopo mesi" in cui è rimasta ferma a zero, a maggio è tornata in positivo a +0,3%. Il presidente della Bce aggiunge che le proiezione dello staff dell'Eurosystem sono di un'inflazione "a 1,5% nel 2016 e a 1,8% nel 2017".

 

Serve accordo forte, palla in campo Grecia  - "Abbiamo bisogno di un accordo forte e complessivo con la Grecia, che produca crescita, sia socialmente equo e finanziariamente sostenibile". Così il presidente della Bce Mario Draghi. "Tutti gli attori devono correre l'ultimo miglio, ma la palla è nel campo della Grecia" e "la Bce sta facendo tutto quanto in suo potere". "Entrambe le parti sono invitate a fare uso della loro capacità di compromesso" per arrivare a un accordo, ha sottolineato Draghi, per cui servono "due serie di elementi". Questi sono, "non dimentichiamolo", ha messo in chiaro, "uno staff level agreement sulla sostanza dei contenuti" ma anche "la questione del finanziamento" alla Grecia. 

 

Serve una credibile prospettiva di soluzione - Perché la Bce riveda il tetto agli acquisti di T-bills greci "ci dovrebbe essere una credibile prospettiva di una positiva conclusione della corrente revisione" del programma e la sua "conseguente messa in atto, che implicherebbe il pagamento dei fondi da parte dei paesi dell'Eurozona". Così Mario Draghi. 

 

Situazione economica è drammatica. "La situazione economica in Grecia è drammatica" ma "non è responsabilità degli altri paesi dell'Eurozona o delle istituzioni europee". Lo dice Mario Draghi che rispondendo ad una domanda del deputato greco Marias, ricorda le cifre i 223 miliardi di prestiti bi e multilaterali, "più" l'Ela, "più i soldi del Fmi", "più l'haircut del 53,3%". Con Grexit entreremmo in terra ignota - Con una 'Grexit', "entreremmo in un terreno ignoto", perché se anche dopo le ultime riforme del sistema finanziario ci sono strumenti per gestire la situazione nel breve, "nel medio lungo periodo quali sarebbero le conseguenze per l'Ue? Questo non siamo in grado di prevederlo".

 

Decisione è politica, in interesse Eurozona - Un'intesa sulla revisione del programma della Grecia e sugli esborsi "è una decisione politica" e "spetta interamente all'Eurogruppo", ma "un accordo forte e credibile" e che arrivi "molto presto" è "necessario, non solo nell'interesse della Grecia ma dell'intera eurozona". Conosciamo i problemi, cerchiamo fare possibile - E' "la disoccupazione la maggior causa di inuguaglianza" e "la migliore soluzione per ridurre l'inuguaglianza" à quella di "ridurre i tassi di interesse". Lo dice Mario Draghi rispondendo al parlamentare del M5S, Marco Valli che lo accusa di essere "un'icona per operatori finanziari alla Gordon Gekko". Concludendo la sua replica in inglese, Draghi passa ll'italiano: "Siamo consapevoli dei problemi e cerchiamo di fare il possibile. Se non ci riusciamo, ci abbiamo provato".

 

La Grecia ha dato la sua parola che onorerà debiti - "Non voglio speculare su un possibile mancato pagamento" dei prestiti dovuti da parte della Grecia "perché abbiamo avuto la parola delle autorità greche che questi saranno fatti". Così Draghi, aggiungendo che per questo "è inutile speculare se i pagamenti non saranno effettuati". Promessa più reddito deprime se non credibile - "Se presento un set legislativo che promette alla gente di aumentare il reddito, questo può avere un impatto positivo espansivo solo se la gente capisce che è veramente fiscalmente sostenibile", altrimenti "inietta solo incertezza e ha un effetto depressivo". Così il presidente della Bce Mario Draghi sull'aumento di salari minimi e pensioni in Grecia, spiegando che questo è provato dalle esperienze di altri paesi con politiche di governo mutevoli o non credibili.

 

Draghi respinge accusa 'ricatto', Bce segue regole - Mario Draghi respinge l'accusa alla Bce di aver "ricattato" la Grecia non acquistando i suoi bond negli anni scorsi sollevata da un parlamentare della sinistra spagnola. "La Bce non è una entità politica" afferma, sottolineando che "applichiamo le regole". Poi specifica i "tre motivi" per cui la Bce non acquista titoli greci ed aggiunge che tali condizioni possono "essere riviste non appena sarà concluso con successo" la revisione del programma di aiuti.

 

Da Bce liquidità a banche finché solventi - Dalla Bce "continuerà ad essere data liquidità alle banche greche" per "continuare a finanziare l'economia" e lo farà "finché saranno solventi e avranno sufficienti collaterali". Lo afferma il presidente Mario Draghi, ricordando che le decisioni del direttivo "vengono prese in piena indipendenza", che "non ha obiettato la settimana scorsa" all'aumento dell'Ela di oltre 2 mld e che attualmente il livello di liquidità è "a 118 mld di euro, quasi il doppio del 2014", cifra che "è il 66% del pil greco" ed il più alto dell'Eurozona.

 

Da Qe rischi contenuti su stabilità finanziaria - I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dai programmi di Qe della Bce "sono piuttosto contenuti per ora". Così il presidente della Bce Mario Draghi, spiegando che in particolare nel settore immobiliare "non vediamo nessun segno di sopravvalutazione generale", e sia per prezzi e mutui nel settore "abbiamo visto tassi bassi per entrambi". "Monitoriamo gli sviluppi da vicino", ha assicurato Draghi, e, in caso di necessità, "devono essere utilizzati strumenti macroprudenziali per salvaguardare la stabilità".

 

Serve enorme cambiamento per architettura eurozona - Per completare l'Unione economica e monetaria "serve un 'salto quantico' (enorme cambiamento) verso un'architettura istituzionale più forte ed efficente". Lo afferma Mario Draghi con riferimento al progetto di riforma dell'Eurozona durante l'audizione davanti alla Commissione Econ del Parlamento europeo.


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