/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Ema, nessun problema nell'uso di AstraZeneca

Ema, nessun problema nell'uso di AstraZeneca

L'audizione al Parlamento Ue: 'Verifiche sui casi sospetti, rapporto rischi-benefici positivo'

16 marzo 2021, 09:00

Redazione ANSA

ANSACheck

Parlamento europeo, oggi le audizioni di Ema, Ecdc e Oms - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Il rapporto tra benefici e rischi" per il vaccino anti-Covid di AstraZeneca "è considerato positivo e non vediamo alcun problema nel proseguire le vaccinazioni utilizzando questo vaccino". Lo ha detto Marco Cavaleri, responsabile per la strategia vaccinale dell'Ema, in audizione alla commissione Salute dell'Europarlamento. "Stiamo esaminando i dati e gli eventi letali riportati per tentare di capire se ci sono cluster specifici di casi" legati "a certi tipi di patologie o allo status medico dei soggetti", ha aggiunto Cavaleri, sottolineando che finora non vi sono evidenze che "dimostrino un rischio emergente che influenzi il rapporto benefici/rischi".

"Stiamo lavorando per accelerare l'autorizzazione di nuovi siti di produzione per AstraZeneca entro il mese in modo da aumentare le forniture in tutta l'Ue", ha aggiunto Cavaleri.

L'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha individuato criteri scientifici per dimostrare l'efficacia e la sicurezza dei vaccini modificati per le varianti del coronavirus, che consentiranno di chiedere "esperimenti clinici più piccoli", ha spiegato Cavaleri parlando ai deputati. I criteri dovrebbero quindi assicurare procedure di autorizzazione più veloci. Dai primi studi fatti, i vaccini Rna messaggero (Moderna e Pfizer-Biontech) hanno "un'ottima efficacia contro le nuove varianti del Covid". Allo stesso modo, anche "il vaccino Johnson&Johnson di recente approvato dall'Ema" è risultato efficace, ha proseguito Cavaleri. "Secondo un piccolo studio su duemila casi, il vaccino AstraZeneca è risultato invece non efficace" contro la variante sudafricana, ha spiegato Cavaleri, indicando tuttavia che sarà necessario attendere "studi più ampi" per verificarne la reale efficacia.

In generale, ha precisato il rappresentante dell'Ema, "il vaccino anche a chi è già stato infettato potrebbe avere senso, come spiega anche l'Organizzazione mondiale della Sanità. E' comprensibile che non siano al momento gruppi prioritari, ma stiamo discutendo se in questi casi potesse essere sufficiente una dose singola". 

RIGUARDA L'AUDIZIONE:

In fatto di sequenziamento, è intervenuto Bruno Di Ciancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).  Solo nove paesi in Ue, tra cui l'Italia, hanno aumentato a un livello considerato soddisfacente il sequenziamento per individuare le varianti del coronavirus Sars-CoV-2. Tra i paesi meno virtuosi ci sono la Francia e la Spagna. "Rafforzare le misure di sanità pubblica, identificare i nuovi focolai in modo rapido e aumentare il tasso di vaccinazioni", ha detto Ciancio, restano le migliori soluzioni per evitare rischi da nuovi varianti. 

La direttrice del dipartimento d'immunizzazione dell'Oms, Katherine O'Brien, ha parlato anche della certificazione digitale per viaggiare. "Attualmente non c'è una raccomandazione sanitaria internazionale sull'utilizzo di passaporti vaccinali per viaggi internazionali, né ci sono le condizioni per proporlo", ha detto. O'Brien ha precisato che l'Oms è a favore dei pass elettronici "per i singoli", ma a livello internazionale "non ci sono le condizioni" per proporli perché "mancano le prove su quanto i vaccini proteggano" e si pongono problemi "per gli spostamenti, tenendo presente che per il momento vengono somministrate dosi solo alle persone vulnerabili".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza

ANSA Corporate

Se è una notizia,
è un’ANSA.

Raccogliamo, pubblichiamo e distribuiamo informazione giornalistica dal 1945 con sedi in Italia e nel mondo. Approfondisci i nostri servizi.