Merkel da Orban per la crepa nella Cortina di ferro

Trent'anni dal 'picnic paneuropeo' celebrati silenziando attriti

Redazione ANSA

BERLINO - Migranti 'buoni' allora, migranti 'cattivi' oggi?. Un parallelo storico ha contrassegnato le celebrazioni con cui la cancelliera Angela Merkel e il premier ungherese Viktor Orban hanno commemorato ieri senza palesi polemiche a Sopron, nell'ovest dell'Ungheria, il passaggio di circa 600 fuggiaschi dell'allora Ddr diretti in Austria, nel 1989. Un episodio che esattamente 30 anni fa rappresentò la prima visibile crepa nella Cortina di ferro destinata poi a cadere assieme al Muro di Berlino poche settimane dopo.

Quello dei migranti, con la plastica contrapposizione fra i centinaia di chilometri di filo spinato fatto srotolare da Orban per bloccare la via balcanica e la poi revocata politica di apertura della Merkel di tre anni fa, è un tema che continua a dividere i due paesi. L'attrito continua attraverso l'opposizione di Budapest e degli altri tre Paesi del gruppo di Visegrad alla ripartizione dei profughi: una resistenza che ha inceppato tutto il meccanismo di Dublino e l'attuale politica migratoria dell'Ue. Ma ci sono anche la questione del rispetto dei valori democratici in Ungheria e il suo atteggiamento di eccessiva apertura alla Russia: materia sufficiente per un duello che però, tutto sommato, in discorsi tenuti in una chiesa evangelica e in una conferenza stampa congiunta sono stati messi alla sordina.

"Noi tedeschi ricordiamo con grande riconoscenza il contributo dell'Ungheria al superamento della divisione dell'Europa" e "alla riunificazione della Germania", ha detto la cancelliera. Nel "picnic paneuropeo" del 19 agosto 1989, sfruttato da centinaia di tedesco-orientali per passare all'ovest attraverso una temporanea apertura della frontiera ungherese, emersero i valori di solidarietà, libertà e pace di un'"Europa umana", ha sottolineato la cancelliera. L'euroscettico Orban ha ammesso che quell'evento fu "un essenziale componente dell'unificazione dell'Europa". Pur difendendo la scelta di erigere una barriera anti-migranti "ai confini esterni" dell'Ue e quindi della stessa Germania, il premier ha più volte elogiato gli sforzi della cancelliera nel panorama europeo e le ha reso pittoresco omaggio dicendo che "secondo le regole della cavalleria, ci leviamo il cappello da lontano davanti a signore che lavorano così duramente e con successo".

 

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