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Presidente Iai, da Roma serve road map per futuro Ue

Se riparte motore franco-tedesco Italia rischia restare indietro

23 marzo, 12:02
Presidente Iai Nelli Feroci Presidente Iai Nelli Feroci

BRUXELLES - E' importante che il testo della dichiarazione di Roma venga sottoscritto da tutti i 27 Paesi dell'Ue e per questo serve "un minimo comune denominatore: bisogna evitare però che sia troppo 'minimo'". E' quanto ha sottolineato il presidente dello Iai, l'Istituto per gli affari internazionali, Ferdinando Nelli Feroci, in un'intervista all'Ansa rilasciata in vista del vertice che sabato vedrà riuniti a Roma tutti i capi di Stato e di governo dei Paesi Ue ad eccezione della Gran Bretagna.

L'ambasciatore Nelli Feroci, prima dell'attuale incarico, è stato tra l'altro responsabile della direzione per l'integrazione europea della Farnesina, rappresentante permanente dell'Italia presso le istituzioni Ue (2018-2013) e commissario europeo all'industria (2014) ed ha quindi una conoscenza molto approfondita delle problematiche che sono al centro del dibattito aperto dalla Brexit e dalle spinte populiste sul futuro dell'Europa.

"L'importante - ha detto parlando dell'appuntamento di Roma - è che non sia solo una cerimonia commemorativa, ma che venga definita una sorta di road map, di agenda programmatica per affrontare temi come l'inclusione sociale, la sicurezza, la difesa europea". Quanto alla prospettiva delle 'più velocità che tanto preoccupa la Polonia e altri Paesi dell'Est, Nelli Feroci ricorda che si tratta più che altro "di prendere atto di una realtà, quella delle 'integrazioni differenziate', con cui l'Ue convive già da tempo". Ma è comprensibile che questa prospettiva susciti preoccupazione in Paesi dove la politica è condizionata da spinte sovraniste o populiste e che in alcuni casi, vedi l'adesione all'euro, "hanno già scelto di autoescludersi" dal processo di integrazione.

Il presidente dello Iai resta comunque "prudentemente ottimista" sul futuro dell'Unione e sull'esito delle elezioni francesi, dove il candidato Macron "ha raggiunto un tasso di popolarità altissimo con una piattaforma proeuropea". Se Macron ce la farà ad essere eletto e in Germania, come prevedibile, a prevalere saranno o Merkel o Schulz, "ci saranno tutte le condizioni per un rilancio" del processo di integrazione Ue a trazione franco-tedesca. Uno scenario nel quale c'è però, in base all'attuale quadro politico interno, "il rischio molto concreto che l'Italia resti l'anello debole della catena. Una prospettiva molto preoccupante", ha concluso Nelli Feroci.


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