di Redazione ANSA

Con il progetto ‘Prince’ il futuro della ricerca energetica è a Bari

Il Politecnico sta sperimentando da alcuni anni nuove frontiere, processi innovativi per la conversione dell’energia. Tutto grazie al progetto ‘Prince’, finanziato dal Miur con fondi europei per 12,5 milioni di euro.

Il futuro della ricerca in campo energetico è a Bari. Su 2 mila mq di pura tecnologia, il Politecnico sta sperimentando da alcuni anni nuove frontiere, processi innovativi per la conversione dell’energia. Tutto questo grazie al progetto ‘Prince’, finanziato dal Miur con fondi europei per 12,5 milioni di euro e che ha consentito il potenziamento infrastrutturale di dieci laboratori sperimentali e multifunzionali.

Il progetto

Il progetto

"Processi innovativi per la conversione dell'energia" è il nome del progetto, che ha coinvolto i dipartimenti di Elettrotecnica ed Elettronica (DEE), di Ingegneria Meccanica e Gestionale (DIMeG) e di Ingegneria delle Acque e di Chimica (DIAC) del Politecnico di Bari. Il finanziamento ha consentito il potenziamento infrastrutturale dei laboratori esistenti, realizzato da gennaio 2012 a luglio 2015, ma anche la costruzione di nuovi laboratori e l’acquisizione di attrezzature e strumentazioni tecnologiche.


A Bari ricerca e impresa guardano insieme verso il futuro


Laboratori sperimentali più efficienti

Laboratori sperimentali più efficienti

Tra i laboratori di eccellenza di cui dispone il complesso delle cosiddette “officine politecniche”, a pochi passi dal Campus universitario di Bari, c’è quello sulla microrete sperimentale, cioè una rete di componenti per la generazione di energia elettrica e il suo accumulo, utile nelle strategie di controllo per ottimizzare il consumo. C’è poi il laboratorio di combustione, che consente di ottimizzare l’efficienza del processo di combustione in termini di riduzione delle emissioni. Ancora, l’impianto per la produzione di biodiesel per i motori a combustione interna, un laboratorio di ingegneria costiera potenziato con un nuovo canale per la generazione del moto ondoso e per l’estrazione di energia. 

Le officine politecniche ospitano anche un centro di eccellenza di meccanica computazionale per la modellazione termofluidodinamica, oltre a nuovi banchi prova per sperimentazioni su auto elettriche ad elevata velocità destinate al settore aeronautico e dell’aerospazio.


Ricerca e impresa

Ricerca e impresa

“Prince ha consentito di fare da incubatore per nuovi lavori congiunti tra Politecnico e realtà aziendali, diventando un luogo attrattivo con ricadute importanti in termini tecnologici sul territorio e nell’interazione con le aziende” spiega Giuseppe Pascazio, docente di fluidodinamica del Politecnico e responsabile della formazione per il progetto Prince (responsabile scientifico del progetto è il professor Michele Trovato). Il potenziamento dei laboratori, infatti, ha consentito non soltanto un incremento quantitativo e qualitativo della ricerca accademica, ma anche la collaborazione con le industrie del territorio, dando vita a veri e propri laboratori congiunti per innovazioni nel campo dell’efficientamento energetico.

Si sono così rafforzate collaborazioni già esistenti, come quella con Avio Aero nel laboratorio congiunto “Energy Factory Bari”, per la attuazione di attività di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione in ambiti di comune interesse, nei settori dell’aerospazio e dell’energia.


Innovazione e futuro

Innovazione e futuro

Nelle officine politecniche si sono realizzati, grazie proprio al potenziamento delle attrezzature tecnologiche finanziato con il progetto Prince, anche nuovi laboratori. Tra questi ‘Innovation 4 Mills’ con il gruppo Casillo, finalizzato al miglioramento della produzione in ambito food e in particolare per l’automazione degli impianti molitori. 

Sempre in campo alimentale, c’è il laboratorio con Arol Group, per la progettazione, produzione e distribuzione di sistemi di chiusura, capsulatura e ispezione. Collaborazioni sono attive anche con Exprivia, per innovazioni nel campo delle tecnologie digitali, e con AC Boilers, per la definizione di combustori di nuova generazione.
Il progetto Prince, quindi, è riuscito a coniugare le esigenze del territorio e delle sue aziende, in termini di innovazione, ma anche quella della ricerca e della didattica, con decine di studenti che quotidianamente studiano e lavorano nei laboratori delle “officine politecniche” fianco a fianco con docenti, ricercatori e imprese.