di Redazione ANSA

Nel Bolognese si torna al lavoro grazie all’Ue

Un territorio delicato. La sua principale azienda che chiude. Tante famiglie senza certezze. Persone che avevano vissuto dentro quella fabbrica quasi la loro intera vita professionale, si ritrovano all’improvviso sulla porta di un mondo del lavoro diventato negli ultimi anni molto più complicato. Non era servita neanche la solidarietà del cittadino più conosciuto del paese, Gianni Morandi, a cambiare il destino dei lavoratori della Stampi Group di Monghidoro, sull’appennino bolognese. Una storia purtroppo non isolata degli anni della crisi. Una storia dolorosa. Ma anche di possibile riscatto e di rilancio, grazie a un progetto di reinserimento occupazionale dei lavoratori licenziati finanziato dal Fondo sociale europeo.

Il licenziamento

Ex stabilimento Stampi

Il licenziamento di tutti e 62 i lavoratori della Stampi Group, era arrivato alla fine di marzo del 2017. L’azienda meccanica specializzata nella produzione di bobine elettriche era chiusa dal marzo del 2016 quando i lavoratori avevano iniziato uno sciopero perché il proprietario non pagava gli stipendi. Per nove mesi avevano presidiato i cancelli per evitare che i capannoni venissero svuotati. Mesi di lotta dura che però non erano riusciti a salvare quella fabbrica e quei posti.


Nel bolognese si torna al lavoro grazie all'Ue


"Una realtà inimmaginabile"

Mentre la Naspi rimaneva l’unico sostegno al reddito e le erbacce invadevano gli spazi intorno allo stabilimento, alcuni degli ex dipendenti, vicini alla pensione, sono riusciti a mettersi a riposo. Altri hanno trovato autonomamente una nuova collocazione. Ma davanti a molti si è aperta “una realtà inimmaginabile - racconta Meri Lazzerini, ex lavoratrice e ora inserita nel programma - Per una persona che non cercava un lavoro da 35 anni erano cambiate tantissime cose. In più la Stampi era l’unica azienda grande, è un territorio difficile”. Da qui è partito il progetto di reinserimento gestito con un partenariato di tre operatori: capofila Conform e poi Manpower e Lavoro Più.


I fondi europei per i lavoratori che hanno perso l’occupazione

Beatrice Vaccari - responsabile politiche attive Manpower

“Questo progetto - ha spiegato Beatrice Vaccari, responsabile politiche attive di Manpower - si inserisce all’interno di un bando che era già presente nel momento in cui è avvenuto il fallimento della Stampi Group. Un bando della regione Emilia-Romagna di politiche attive per lavoratori fuoriusciti da aziende con licenziamenti sopra le 50 unità finanziato dal Fondo sociale europeo”. Tanti soggetti coinvolti, necessari per affrontare una situazione complessa, tra le difficoltà di essere sull’Appennino, un’utenza principalmente femminile, che in molti casi ha avuto esperienza di una sola azienda e con un’età media sopra i 50 anni.


Il 65% è donna

Milka Fusari - ex dipendente Stampi Group

Dei 20 partecipanti il 65% è donna. La maggioranza, il 60%, ha più di 50 anni con competenze nella conduzione di macchine automatiche e semiautomatiche ma senza competenze informatiche o con competenze informatiche di base. Per questo, il percorso di riqualificazione ha previsto anche un corso di alfabetizzazione informatica per acquisire autonomia nell’utilizzo di macchine automatiche oltre a una formazione permanente per l’acquisizione di competenze trasversali. A questo si è accompagnata la consulenza individuale con incontri di orientamento, bilancio di competenze e condivisione dei principali strumenti per la ricerca attiva del lavoro.
“ll progetto - spiega Milka Fusari, un’altra ex lavoratrice - ci ha aiutato tantissimo. Oltre che a cercare lavoro, a riuscire a reinserirci. Ci sono corsi personalizzati, ci stanno molto dietro. E’ diventata anche una cosa molto personale. Io ad esempio sono diventata mamma, nel frattempo di questa vicenda, e naturalmente ho delle esigenze diverse per quanto riguarda il lavoro. E con la ragazza che mi segue, effettivamente, si cerca una cosa adatta”. Fusari racconta come “si fanno diversi colloqui, alcuni colleghi sono stati già inseriti nuovamente nel mondo del lavoro. Rimaniamo noi che abbiamo esigenze particolari, come ad esempio i figli”.


Il contratto a tempo indeterminato

Viviana Lima - operatrice Conform

Dalla partenza, nel marzo 2018, sono undici le persone che stanno lavorando, con contratto a tempo determinato o di somministrazione a termine.
“Abbiamo iniziato con degli incontri individuali - racconta Viviana Lima, operatrice Conform - un po’ per superare il senso di frustrazioni che si erano portati dietro dalla vicenda della Stampi Group. Siamo entrati in confidenza, li abbiamo portati anche a ripercorrere tutto il percorso e a fare una valutazione di quello che era successo. Li abbiamo fatti lavorare sul cambiamento anche nella modalità di porsi per farli arrivare a inserirsi in un mercato del lavoro che per loro è completamente nuovo”. Un aiuto anche umano che ha dato i suoi frutti: “Rispetto ai primi incontri ci hanno stupito perché soprattutto quelli che hanno continuato con la formazione hanno dimostrato di sapersi rimettere in discussione”.


Il consiglio comunale

Municipio Monghidoro

Le attività si svolgono nel cuore di Monghidoro, nella sala del consiglio comunale, che è partner istituzionale di questo progetto attraverso l’Unione dei Comuni Savena-Idice. La sindaca Barbara Panzacchi, che vive quotidianamente questo progetto racconta come “per noi quella della Stampi Group è stata e continua ad essere un’emergenza. Perdere l’unica realtà industriale si è ripercosso su tutta le rete economica del comune, le persone non andavano più a fare colazione nei bar, non andavano nei negozi. In molte famiglie marito e moglie lavoravano alla Stampi. E’ stata una crisi di tutta la comunità”. Per il sindaco il progetto di reinserimento è stata una cosa “estremamente positiva, questo bando ha consentito a molti di loro di rimettersi in gioco abbandonando quel sentimento di grande rabbia”.


La nuova società

Monghidoro

E mentre il progetto continua per aiutare tutti gli ex lavoratori a trovare la loro strada, a settembre sarà inaugurata ufficialmente anche una nuova azienda costituita dal presidente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi, dall’ex numero uno degli industriali emiliano-romagnoli, Maurizio Marchesini, e da altri imprenditori. La nuova società riassorbirà una decina dei lavoratori della Stampi Group. Il progetto è stato favorito anche dall’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, che ha promosso un “patto per il lavoro”. Ma l’obiettivo è fare ancora di più. “Ci auguriamo - dice il sindaco - che con il tempo anche altri ex lavoratori di Stampi Group possano essere assunti”. Magari proprio grazie alle loro nuove capacità.