Fondi Ue: studio, serve cambiare modo di comunicare l'Europa

Progetto Perceive coordinato da Uni Bologna pubblica linee guida

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - È ben vista quando "apre il portafoglio" aiutando il turismo e lo sviluppo tecnologico, ma diventa un problema se si parla di salute o di gestione delle emergenze ambientali. Così l'Unione europea è viene giudicata attraverso le lenti dei social network secondo gli studiosi del progetto 'Perceive'. Finanziato attraverso il programma Ue Horizon2020, lo studio, guidato dall'Università di Bologna e coordinato dal professor Edoardo Mollona, ha coinvolto accademici e ricercatori di sette Paesi europei per capire in che modo i cittadini conoscono e percepiscono gli effetti della politica di coesione sul territorio.

Dopo tre anni di lavoro, il progetto ha portato alla pubblicazione di una serie di linee guida sulla governance e la comunicazione efficace della politica regionale. Secondo gli esperti, "la percezione di ottenere un vantaggio personale non si traduce automaticamente in un maggiore apprezzamento politico" verso l'Ue da parte dei cittadini, per questo "non basta" spendere risorse in comunicazione. Gli europei "hanno la memoria corta", ammonisce lo studio, servono quindi "nuove e specifiche strategie" che non si riducano solo a veicolare i messaggi attraverso i social.

 

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