Da trattore su trampoli a primizie, Veneto fa innovazione

Programma di Sviluppo Rurale da oltre un miliardo di euro

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Un po' Paperoga, un po' Paperone. Per fare impresa nelle campagne venete sembra servire il genio dell'inventore e la capacità di spesa del celebre zio dei fumetti. Il bagno tra talleri e dobloni forse rimarrà un sogno, ma l'inventiva sembra l'ingrediente segreto di tante storie di successo di imprenditori agricoli che, col supporto dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale, hanno trovato la spinta per fare impresa, nonostante tutto. Nella Laguna Veneta, ad esempio, i coltivatori di carciofi violetto, una varietà autoctona a marchio tipico e presidio Slow Food nel cosiddetto "orto di Venezia", l'isola di Sant'Erasmo, hanno messo a punto un trattore sui trampoli, battezzato ''El Furbo'' e costruito da una ditta veronese, per togliere le infestanti senza affondare sul terreno sabbioso. ''La nostra macchina rotosarchiatrice ci permette - sottolineano i fratelli Carlo e Claudio Finotello - di abbattere l'utilizzo di fitofarmaci e le giornate di lavoro nonché di spostarci su un terreno salmastro su cui normalmente affondano i mezzi pesanti. Il Psr ha coperto il 40% del nostro investimento di oltre 30 mila euro''. Nel padovano vince invece la scoperta dell'acqua calda: convogliata in oltre 100 Km di tubi dai soci di Orto Veneto permette di produrre a San Pietro Viminario primizie, facendo diretta concorrenza agli asparagi del Nuovo mondo, Messico e Perù in particolare, grazie a questo riscaldamento in radice da fonti rinnovabili. Mentre nella cooperativa sociale Caresa le uova biologiche si raccolgono da una sorta di slot machine che assicura da un lato benessere animale alle galline, dall'altro autonomia e serenità lavorativa a ragazzi con disabilità. Tutte innovazioni nate dallo sforzo di chi sceglie di fare impresa in agricoltura col contributo concreto del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) che, nel periodo 2014-2020, ha visto gestire dalla Regione Veneto una dotazione di oltre 1,1 miliardi di euro. Col 43% dei fondi che proviene dall'Unione europea attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo rurale (Feasr), il 40% dallo Stato Italiano e il 17% dal bilancio della Regione Veneto.


Delegata all'istruttoria, selezione e gestione delle domande di sostegno è l'Avepa, Agenzia per i pagamenti in agricoltura, che su 47.681 domande presentate al 31 maggio 2019 ne ha finanziate 38.135. ''Siamo la prima regione per avanzamento del Psr - ha sottolineato l'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan - grazie a una programmazione che ci ha visto attivi da subito e ha portato all'esaurimento dei fondi a disposizione. Riusciamo a fare i pagamenti entro 45 giorni offrendo così certezze nel sostegno agli agricoltori, il 68% dei quali giovani che stanno mettendo in luce la modernità del settore agricolo''.

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