di Alessandra Magliaro
ANSA MagazineaMag #005
Cittadini gourmet

Il cibo è la nuova religione

Food: fotografato, esaltato, ostentato, green, street, bio, slow. Il cibo è la nuova ossessione e da lifestyle diventerà healthstyle: da consumatori di cibo diverremo pazienti di cibo. La nuova frontiera? il longevity food

Un paese di tecnici del calcio, si diceva una volta ma ora, aggiornati i tempi, siamo soprattutto un paese di chef, aspiranti tali, o male che vada di intenditori persino se non si è mai cucinato più di un uovo al tegamino. Il CIBO è ormai una nuova religione e anche la nostra ossessione: fotografato mentre lo si cucina o mentre lo si mangia al fast food, nel tinello di casa o al ristorante stellato, ostentato ovunque in libreria per interi scaffali con titoli classici come l'antico Artusi o improbabili come il Dizionario dei Mieli Nomadi, glorificato dagli ascolti tv dove ha invaso ogni ora del palinsesto, esaltato in un continuo crossover con l'arte. Il cibo si è conquistato una centralità sociale come mai in epoche recenti ed è l'unico settore, l'enogastronomico, a non conoscere crisi ed anzi ad essere spesso trainante anche del turismo.

Ci possiamo definire ormai anche noi un popolo Foodporn visto che armati di smartphone ne inquadriamo fattezze da spedire agli amici di Whatsapp pure se stiamo per addentare un banalissimo cheesburger, figuriamoci se pensiamo di aver creato la nuova ricetta di zuppa con fotogenica zucca, è chiaro: corriamo a postarla su Instagram. Flickr, la più grande comunità fotografica del web, ha un gruppo interamente dedicato al food porn, con quasi 40 mila membri e 600 mila immagini caricate. Si va dalle foto di costolette di maiale posate sulla brace incandescente ai pancakes irrorati di sciroppo d’acero, dalla pizza home made alla torta di mele. Le gallery fotografiche sul cibo su Pinterest generano il 50% in più di re-pins.

Lo Street Food, che poi sarebbe il cibo di strada come salsicce e patate fritte cucinate alla buona in un probabilmente poco igienico camper a bordo di uno stadio, è diventato ormai persino soggetto di guide alla ricerca del miglior panino ca' mesua, tanto è di moda.

Il cibo green è il trend del momento: dal km 0 che attira nei sempre più numerosi farmers market cittadini più che all'iper all'orto sul balcone che con l'imprimatur di Michelle Obama è ormai un must have di ogni abitazione con terrazzo e se sei figo lo realizzi verticale anzichè con i vasetti di coccio uno vicino all'altro come nei borghi antichi.

I blogger di cucina spadroneggiano, temutissimi da ogni ristorante come qualche anno fa lo erano i critici, in borghese, delle guide dell'Espresso o come oggi accade agli aspiranti recensori di Tripadvisor.  E gli chef stellati sono delle star e i bambini sognano di fare quel mestiere come un tempo sognavano di pilotare aerei. La triade Cracco-Bastianich-Barbieri su tutti, con l'aggiunta di Alessandro Borghese e Lidia Bastianchic nella versione junior (con Barbieri terzo giudice) spopola in tv. Il cibo occupa il palinsesto con decine di programmi dal longevo La prova del cuoco a Cucine da incubo su Real Time.  E s'incrocia con l'arte: una nuova sfida per gli chef, raccolta da Heinz Beck e Antonello Colonna ad esempio e da colleghi israeliani per piatti opere d'arte immortalati del food photographer israeliano Dan Lev per Colorfood.

In libreria ancora di più: ormai interi scaffali sono invasi da libri di enogastronomia, centinaia. Titoli con piatti fotoschoppati in copertina che sono una delizia per gli occhi innanzitutto. Si trova di tutto: dagli specializzati (sulla pasta madre molto trendy o sul cake designer con guru varie, come Eleonora Giuffrida autrice per Giunti della serie top seller Miss Cake) o più tradizionali sulle ricette tradizionali italiane (Mondadori e Rizzoli ne sfornano è il caso di dirlo ogni mese), libri sugli hamburger da gourmet, sul comfort foodie (i cibi per coccolarsi, l'uovo sbattuto della nonna o il purè, da Gribaudo). Le Guide del Gambero Rosso ormai per ogni cosa, dal salame alla birra.

Siamo ormai una gastrosociety, di cittadini gourmet, spettatori accaniti che tifano sulla cottura a puntino di un filetto, di chef nemmeno troppo dilettanti.

Instagram, il food è in foto

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Chef, masterchef e foodie

Foodie: persona particolarmente interessata al cibo (Oxford Dictionary)

FOOD

Gualtiero Marchesi è uno chef, Carlo Cracco un masterchef, tanti di noi, un po' quasi tutti ormai, siamo dei foodie il che tradotto significa 'persona particolarmente interessata al cibo' (Oxford Dictionary). Chiamiamoli 'gastrofighetti' che rende l'idea. Abituati a riconoscere una ricciola marinata a puntino avendo ancora nelle orecchie l'ultimo rimprovero televisivo sulla crudità della suddetta, tentiamo di riproporla ai familiari o di scorgerla nel menù del ristorante di cui i contributori di Tripadvisor parlano un gran bene. I foodie sono ormai un motore economico: disposti a investire nel buon cibo e nel buon vino, girano per locali, si mettono in macchina per esplorare gli angoli più remoti alla ricerca di qualche chicca gourmet e soprattutto cinguettano e postano (i famigerati gastro-selfie).

Non sono necessariamente snob del cibo ma amano il cibo buono e sono certamente dei curiosi. Ormai per loro esiste anche una guida, la Foodies appunto edita dal Gambero Rosso, dove i buongustai trovano gli indirizzi giusti perchè Foodies è  uno stile di vita. E recentemente anche un canale online Leifoodie (di Leiweb.it, gruppo Rcs), mentre i blog sono innumerevoli (Serious Eats tra i migliori, segnalato anche da Dissapore.com)

Tutto questo grande rinnovato amore per il cibo sto producendo anche piccole novità: di condivisione culturale come l'Eatwith (esperienze gastronomiche di pietanze di altri popoli organizzate in casa o al ristorante, come  Hamos Guetta che fa conoscere la sua cucina giudaico tripolina in serate al Porto Fluviale a Roma) e come il temporary chef , in cui il cuoco dilettante invita in un ristorante 'amico' e cucina per tutti avendo a disposizione fuochi professionali oppure, come arriverà a Roma con il progetto ideato da Raffaela Ghislandi, tre cuochi amatoriali diventano protagonisti in un ristorante che ospita e offrono percorsi a tema .

Anche gli chef veri si adeguano e alla tv affiancano lezioni, convegni, mostre d'arte, showcooking (ma nelle loro cucine è rimasto un avatar?). Ora Gianfranco Vissani firma dopo i surgelati anche piatti freschi, i Piccoli Lussi, sette piatti pronti – risotti, zuppe, crespella, lasagne – prodotti dall’azienda alimentare pratese Gastronomia Toscana e pronti in tavola in due minuti.


Heinz Beck, 20 anni a La Pergola guardando all'Oriente


Green Food, una galassia in movimento

Dall'autoproduzione in cucina per azzerare gli sprechi al fenomeno Eataly, dal boom dei farmer market agli orti cittadini. Viaggio nel consumo critico e consapevole di cibo

Inflazione:Cia,40úmiglie torna a scorte cibo per risparmio

Tra i trend del food si afferma con successo sempre crescente il green, una galassia dentro cui si trovano tutte quelle espressioni di consumo critico e consapevole che vanno dal bio food, ormai in crescita esponenziale e non più solo relegato ai supermercati dedicati, al zero emission food che favorisce la creazione di food communities - le prime a Treviso e Vicenza  - in cui si consumano cibi di piccoli consumatori locali, dunque a km zero, biologici e ad un costo equo perchè comprati direttamente dal produttore. E' un passo oltre il farmer market perchè si tenta, con l'aiuto di una piattaforma social (apripista è Food Republic), di realizzare una rete cittadina affinchè in maniera non episodica ma stabile e strutturata si mangi buon cibo, sicuro e si contribuisca alla salvaguardia dell’ambiente riducendo le emissioni generate dal trasporto. Basti sapere che un pasto in media percorre più di 1.900 Km. per arrivare sulle nostre tavole. E che il trasporto di questo cibo genera il 3,5% delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Questo tipo di consumo 'motivato' è quello che ha fatto esplodere il fenomeno Eataly, le osterie con il marchio Slow Food, la spesa condivisa dei Gas, gruppi d'acquisto presenti ormai persino nei condomini, quella equo-solidale, le collaborazioni del Last Minute Market e anche il boom dei vegani.

Al di là dei numeri la tendenza è testimoniata dal fatto che in Italia esiste la rete nazionale di Campagna Amica che è ormai il più grande circuito in Europa per dimensioni economiche ed estensione territoriale di produttori in vendita diretta e anche il più grande canale di consumo consapevole e sostenibile del nostro paese. Una filiera corta, partecipata da migliaia di piccole aziende agricole, agriturismi, cooperative, consorzi agrari, farmer's market diffusi capillarmente in tutto il territorio italiano.  Il fenomeno è tale da sviluppare nei giovani un'agricoltura di ritorno e in città realtà in crescita (e socialmente utili in tempi di crisi) come gli orti cittadini e quelli didattici, spesso anche germogliati, è il caso di dirlo, nei cortili delle scuole per avvicinare i bambini al cibo 'buono' e naturale. E, sull'onda dell'American Grown firmato Michelle Obama impazzano gli orti sul balcone di casa,  ormai un must have di ogni abitazione con terrazzo e se veramente figo lo realizzi verticale anzichè con i vasetti di coccio uno vicino all'altro, vecchia maniera. E spuntano anche quelli condominali.

Confina con tutto il green food anche il filone, crescente, dell'autoproduzione in cucina e dell'ecocucina, non a caso due titoli best seller (Gribaudo) della guru Lisa Canali: azzerare gli sprechi e mangiare sano realizzando in casa dalle farine alla pasta, barrette di cereali, formaggi, conserve, bevande, gelati.