Sanremo 2020, gli artisti sul palco la seconda serata - LE PAGELLE

Promossi e bocciati tra cantanti, ospiti e conduttori

Foto di Riccardo Antimiani e Ettore Ferrari. Dell'inviata Claudia Fascia

Queste le pagelle della seconda serata, in ordine di apparizione.

GARA: Gara, quale gara? Quella tra un ospite, un promo, una gag? Quella che alla 22 non era ancora iniziata e che a mezzanotte e venti aveva visto esibirsi solo 6 artisti? Lo spettacolo ok, ma allora facciamo un festival di soli(ti) ospiti. VOTO: 3

AMADEUS: Il bravo presentatore, lungaggini dello show a parte, si conferma anche stasera. Ogni tanto si fa rubare la scena dall'amico, ma è una coppia comica che funziona. Anche l'acqua sputata sull'orecchio, come i ragazzini dell'asilo. Ma lo spirito è proprio quello. VOTO: 7

FIORELLO: Nei panni di Maria De Filippi (pegno per la scommessa fatta ieri) è esilarante, in quelli di ballerino sulle note di Stayin' Alive è divertente, invoca il premio della Sala Stampa per le sue doti canore e fa il quinto dei Ricchi e Poveri. Entra ed esce quando e come vuole, le chiavi dell'Ariston sono sue. Ma ha promesso che a fine settimana le restituirà, e non tornerà mai più da ospite. Già manca. VOTO: 7.5

PIERO PELU', GIGANTE - Nonno sì, ma non per questo meno rock. E' la sua prima volta in gara al festival e piazza bene la sua zampata. Però, Piero, il completo che sembra fatto con la plastica raccolta sul lungomare anche no. VOTO: 6.5

EMMA D'AQUINO E LAURA CHIMENTI: Entrambi elegantissime, mantengono il piglio da giornaliste d'assalto anche negli annunci dei cantanti. Relegate a un ruolo ben più che secondario. Spazi ridotti per un monologo sulla libertà di stampa (D'Aquino) e per una lettera alla figlia (Chimenti).

SENZA VOTO ELETTRA LAMBORGHINI, MUSICA (E IL RESTO SCOMPARE) - La rampolla della casa automobilistica doveva dare una scossa reggaeton all'Ariston. Ma, look a parte, il resto scompare davvero (voce compresa). La twerking queen invece di stregare è rimasta stregata. VOTO: 4.5

ENRICO NIGIOTTI, BACIAMI ADESSO - Ci prova, ma il cantautore toscano rimane intrappolato in un limbo che non sa né di rock né di pop. VOTO: 5

SABRINA SALERNO - Le gambe sono ancora quelle di una volta, ma non si capisce esattamente quale messaggio avrebbe dovuto portare al festival. Spacco inguinale, e poi?

SENZA VOTO LEVANTE, TIKIBOMBOM - Sicura di sé, molto fisica, molto teatrale nella sua interpretazione. Il palco è suo e la canzone è bella. VOTO: 7.

PINGUINI TATTICI NUCLEARI, RINGO STARR - I bravi ragazzi un po' sopra le righe danno una scapigliata alla platea. L'Ariston non è uno dei palazzetti dello sport che riempiono, ma loro se ne fanno una ragione. VOTO: 7

TIZIANO FERRO E MASSIMO RANIERI - Padre e figlio, artisticamente parlando. Ma Tiziano non è completamente in palla (va meglio quando attacca il suo medley) e Ranieri con la sua Perdere l'amore è una spanna sopra. VOTO: 7

TOSCA, HO AMATO TUTTO - Entra lei, e di colpo si viene catapultati in una magia. La voce di Tosca è una carezza, sostenuta dal piano che l'accompagna. Emoziona, ma chissà se il brano riuscirà a farsi strada anche fuori dal festival. VOTO: 7.5

RICCHI E POVERI - Il momento karaoke per la seconda serata è tutto loro. E se lo sono guadagnato dopo 40 anni che non si esibivano nella formazione originale a quattro. Sanremo ha ricucito dissidi e litigi (e piallato qualche ruga). E la platea agee, tutta in piedi a ballare e cantare, sembra apprezzare molto. VOTO: 8

ZUCCHERO - The soulman sbarca in Riviera. L'ennesimo asso nella manica di Amadeus, gli piace vincere facile, tra vecchi e nuovi brani. Tiziano, Massimo, Adelmo... ma perché per una volta non accettate tutti insieme di fare un festival in gara? Magari chiamiamo anche Gianna, Laura, Lorenzo, Vasco e Luciano. VOTO: 7.5 (e 10 al festival che vorremo)

FRANCESCO GABBANI, VICEVERSA - Brano difficile, che merita più di un ascolto. Gabbani lascia a casa scimmie nude che ballano e i maglioncini colorati del passato e si cala - credibile - nel cantautore più intimista. VOTO: 7

PAOLO JANNACCI, VOGLIO PARLARTI ADESSO - Il figlio di Enzo ce la mette tutto, ma il brano non decolla. Intimista, ma poco emozionante. VOTO: 5.5

GIGI D'ALESSIO - L'Ariston gli tributa il giusto omaggio per i 20 anni di Non dirgli mai. Toccata e fuga. E nonostante la lunga carriera alle spalle si emoziona per la standing ovation. VOTO: 7

RANCORE, EDEN - C'è lo zampino di Dardust nel brano potente del rapper romano. Si muove bene e con scioltezza sul palco, non canta soltanto, interpreta. VOTO: 7.5

JUNIOR CALLY, NO GRAZIE - Junior 1, polemiche 0. Tanto rumore per nulla. Il rapper arriva sul palco senza maschera e con la giusta emozione. Il brano? Sì, grazie. VOTO: 7+

GIORDANA ANGI, COME MIA MADRE - Cantautrice di razza, ma forse poteva osare. Rimane nell'ambito degli affetti familiari, ma non sembra particolarmente ispirata. VOTO: 6

MICHELE ZARRILLO, NELL'ESTASI E NEL FANGO - Zarrillo versione Mango. Sfida se stesso e la sua storia. Penalizzato sicuramente dall'ora tarda alla quale si esibisce (1.25). VOTO: 6.5

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