Bisio-Raffaele, fuoriclasse in cast a trazione comica

Sanremo 'sogna' Zalone e punta a Cortellesi e ai Fiorello

Redazione ANSA ROMA

  Il serbatoio della leggerezza e dell'autoironia era rimasto a secco: per questo, per dirla con le parole dello stesso direttore artistico, Claudio Baglioni ha voluto accanto a sé sul palco della 69/a edizione di Sanremo due fuoriclasse della comicità e del talento, Claudio Bisio e Virginia Raffaele, che subito ribattezza "fratello Sole e sorella Luna". Due numeri uno, per la prima volta insieme, pronti a "sperimentare", "fare gruppo in trio" e, perché no, modularsi in "quartetto Cetra", accogliendo sul palco ogni sera un ospite speciale.

  In un cast a trazione brillante, il sogno - e Bisio se lo lascia sfuggire - è avere una sera Checco Zalone. E chissà che il re Mida del cinema italiano non possa lasciare per qualche ora il set del suo nuovo film, da attore e regista, che dovrebbe aprirsi in Kenya a fine mese in vista dell'uscita in sala a fine anno. Un vecchio pallino di Baglioni è anche Paola Cortellesi, reduce dal trionfo al botteghino delle feste con 'La befana vien di notte'. Tra i nomi dei possibili ospiti circola anche quello di Beppe Fiorello. Mentre Rosario, che Baglioni rivorrebbe all'Ariston, ha già rilanciato il tormentone sull'ipotesi di un suo bis dopo il boom dell'anno scorso (17 milioni di spettatori).

  "Non abbiamo mai lavorato insieme, non vedevo l'ora", sorride Bisio trasformando i suoi interventi in conferenza stampa in scambi di battute con la Raffaele. "Avremmo dovuto fare Zelig insieme, ma non è successo. Temevo che fosse un po' arrabbiata, non era vero. Ci siamo conosciuti un giorno a casa sua, era afona: pensate per un uomo una serata con una donna afona, è un sogno", scherza. "E poi aveva il pigiamone". Gli fa eco Virginia: "Lo stimo da sempre, ero piccola e lui già lavorava... E' un mostro. La cosa positiva - ironizza - è che quest'anno devo imparare un nome solo, Claudio". E promette: "Speriamo di colorare il festival, ma saremo rispettosi verso la gara".

  Entrambi non hanno nulla da dimostrare. Bisio, consumato padrone di casa a Zelig, ma anche capace di alternare linguaggi e registri tra ironia e dolore, pensa "a Gaber e a Jannacci". Virginia - che all'Ariston ha già lasciato il segno con le sue esilaranti parodie - studia performance tra musica e varietà, sulla linea dell'omaggio a Lelio Luttazzi, in duetto con Baglioni sulle note di Io canto, che l'anno scorso sfiorò i 16 milioni di spettatori. "Cercheremo di entrare in tempo nel concorso, ma anche in controtempo", dicono. "Faremo qualcosa insieme, e già questo è inedito, e magari numeri a tre con Claudio". "Con Bisio ci siamo sfidati al banjo, lo rifaremo", promette Baglioni. Tutta benzina per il serbatoio del festival.

   

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