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Pnrr: Di Stefano, bene investimenti ma servono le riforme

Leader Giovani Confindustria, no a una tantum come 200 euro

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 20 MAG - "Il Pnrr è forse l'ultima chiamata e la decisione e l'apertura dell'Europa di consentire l'utilizzo di parte delle risorse è già una buona notizia perché ci permette di affrontare questa crisi. Però il Pnrr non è fatto solo di investimenti pubblici difficili da realizzare e da mettere a terra ma è fatto di riforme. È il momento del riformismo competitivo che auspicavamo per il governo Draghi, ma che vediamo molto rallentato se non arenato. Sono molto contento del monito forte lanciato dal premier ai partiti sulla riforma della concorrenza che è una cosa che chiedevamo da un anno, è arrivato un forte richiamo alla responsabilità e speriamo che non sia troppo tardi". Così il leader dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, all'evento "Med in Italy", in corso a Palermo.
    "Non possiamo permetterci di addormentare l'azione di governo in una fase così delicata fino alle prossime elezioni, la politica non dimentichi di centrare quegli obiettivi essenziali per non arenarci che è un rischio che non possiamo permetterci - ha detto Di Stefano - Sentiamo forte la preoccupazione e la necessità di ridare potere d'acquisto alle famiglie fortemente eroso dai rincari e dall'inflazione. Però la soluzione non sono le una tantum, la soluzione forte è il taglio al cuneo fiscale e contributivo strutturale per i reddito più bassi fino a 35.000 euro. Si tratterebbe di una mensilità in più all'anno che oggi servirà a pagare l'aumento delle bollette ma che domani servirà a dare stabilità e progettare qualche investimento in più e rilanciare i consumi".
    "Il bonus da 200 euro è esattamente ciò che non dobbiamo più fare, abituare a delle piccole elemosine di Stato - ha aggiunto - Così come sull'energia lo shock energetico va affrontato nel breve con un cap anche a livello italiano e stimolando una riforma del mercato europeo dell'energia per diventare una vera centrale unica di acquisti. Il tema delle rinnovabili è caro ai nostri imprenditori che purtroppo vedono restare al palo i progetti di investimento. È sbagliato dire che servano investimenti pubblici per le rinnovabili, serve invece una grande capacità di progettazione e snellimento delle autorizzazioni". (ANSA).
   

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