Uffizi: ecco le nuove sale cremisi per Caravaggio

Cambiano 'casa' Medusa, Bacco e Sacrificio Isacco

Redazione ANSA FIRENZE

FIRENZE - Cremisi intenso per le pareti delle nuove sale agli Uffizi per la Medusa di Caravaggio e le altre opere del Merisi, come il Bacco e il Sacrificio di Isacco.
    I nuovi spazi sono stati inaugurati: si tratta di otto sale, che accolgono, oltre ai capolavori dell'artista originario di Milano, tele di altri grandi del '600, sia italiani che stranieri, quali Cecco Bravo, Artemisia Gentileschi, Otto Marseus, Gherardo delle Notti, Velazquez, e ancora Rembrandt, Van Dyck e Rubens.
    Il particolare colore degli allestimenti è stato "ottenuto con colori artigianali, partendo dal cinabro e poi aggiungendo sfumature usando come modello le tonalità di tessuti originali del 1600", ha spiegato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.

   Protagonista della sala principale, la Medusa del Merisi, ora esposta insieme alla testa di medusa del fiammingo Marseus, all'Armida di Cecco Bravo, ad una statua romana di Atena con Gorgoneion e ad uno scudo mediceo; sempre del Caravaggio campeggia, in un'altra stanza, in dialogo con svariate nature morte (tra le quali una con pane di Velazquez), mentre la terza opera del Merisi custodita ordinariamente agli Uffizi, il sacrificio di Isacco, è al momento in prestito ad una grande mostra sulla controriforma a Forlì e verrà inserita nelle sale cremisi solo al suo ritorno, previsto a giugno. Tra gli altri capolavori accolti nelle nuove stanze, la decapitazione di Oloferne di Artemisia Gentileschi, la Natività 'a lume di notte', di Gherardo delle notti, il celebre ritratto di Galileo di Justus Sustermans, dipinti di Rubens, Rembrandt e Van Dyck.

   "Il nuovo allestimento - ha spiegato durante l'inaugurazione Schmidt - si basa su un approccio tematico e artistico che ispira e stimola la curiosità del visitatore, trasportato così nell'atmosfera del tempo e nella storia delle collezioni medicee. L'intenzione è di creare un'esperienza intellettuale sia per i non specialisti, che per gli esperti della materia. Grazie all'accostamento di pittura fiorentina e del resto d'Italia, con dipinti d'oltralpe, si recupera lo spirito internazionale del gusto dell'epoca, aperto a suggestioni provenienti da ogni paese".
   

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