Società & Diritti

La crisi post Covid-19 e come uscirne. Su cosa puntare davvero per avviare il cambiamento

L’indice di ‘sviluppo umano' in calo per la prima volta in 30 anni. Il nobel Stiglitz "obiettivo è sostenibilità"

JAPAN-LIFESTYLE © AFP
  • di Agnese Ferrara
  • 20 giugno 2020
  • 10:08

Il Covid-19 non è solo un problema sanitario, ma un campanello d’allarme su molti altri mali già urgenti a livello globale, che però tenevamo nascosti sotto il tappeto. Il virus, dopo avere sterminato milioni di vite e paralizzato gli ospedali, ci ha mostrato molti dei nostri errori. Dalla disgregazione sociale alla povertà, dal divario digitale alla carenza di istruzione, dalla mancanza del lavoro all’allarme minoranze e a quello ambientale, tutto il mondo ora ha gli stessi problemi. Come possiamo provare a migliorare noi singoli cittadini fino alle istituzioni e ai governi? Sono temi approfonditi dallo  ‘Human Development Report’ (HDR, edizione 2020), a cura dell’Ufficio per lo sviluppo umano del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). “Covid-19 ha scatenato una crisi nello sviluppo umano senza precedenti. Tuttavia offre anche l'opportunità di re immaginare ciò che è possibile e desiderabile per il futuro. Le politiche sono attualmente in fase di progettazione per far fronte alla crisi e si stanno mobilitando enormi risorse finanziarie aggiuntive" - hanno spiegato i referenti dello HDR Office in occasione della presentazione del rapporto 2020. La domanda chiave è capire come rendere questa crisi un'opportunità per un cambiamento positivo. Dopo la crisi pandemica come ricostruire meglio il futuro dello sviluppo per una società più sostenibile ed egualitaria a livello mondiale?

 “Con il Covid la natura ci sta dicendo che la salute ed il pianeta sono interconnessi. Nulla sarà più lo stesso, ma può essere meglio se tutti, individui e comunità, faranno scelte sagge, consapevoli su come vogliamo lasciare la nostra impronta sul pianeta", ha detto Inger Andersen, executive director del programma sull’ambiente per le Nazioni Unite. “La distruzione ha assunto proporzioni su scala mondiale e in modo sincronizzato senza precedenti tanto da dovere aggiornare l’indice di ‘sviluppo umano’ che per la prima volta da 30 anni sta regredendo. - ha precisato Achim Steiner, amministratore del Programma sviluppo delle Nazioni Unite. “Dobbiamo ripensare ai nostri modelli economici e sociali. Ogni crisi porta con sé una opportunità che i leader globali devono cogliere”.

“I giovani di tutto il mondo stanno pagando cara questa pandemia, anche in termini di opportunità economiche per la ricerca del primo impiego ma anche per il danneggiamento del pianeta a opera nostra - ha detto  Joseph Stiglitz, economista e docente alla Columbia University, Nobel per l’ economia nel 2001. - Nel frattempo però sono gli stessi giovani a farsi portavoce di un nuovo idealismo e analisi del sistema attuale combattendo contro l'ingiustizia razziale e anche alzando la voce in difesa del pianeta che deve svoltare in chiave green. Ricordiamoci delle nostre battaglie sociali di 50 anni fa' e dell’amarezza nel constatare che nulla cambiato. Diamo loro ascolto stavolta”. 

Su cosa puntare per avviare davvero il cambiamento? “Riflettiamo su questi temi, creiamo una vita post pandemia con obiettivi sostenibili, per un mondo più verde, contrassegnato da una più grande giustizia sociale e che promuove lo sviluppo nei paesi più poveri” ha proseguito Joseph Stiglitz. “Dopo il Covid 19 niente sarà lo stesso, - è convinto Inger Andersen. - Stiamo cominciando a capire che senza la natura, senza considerare il sistema terrestre globale non abbiamo nulla perciò dobbiamo adeguare il nostro stile di vita, la nostra impronta e le nostre economie per stabilizzare l’ambiente. Infine dobbiamo ridurre i consumi, abbiamo accumulato troppe cose. Iniziano a vivere con occhi attenti all’impronta che lasceremo, diventiamo una società più attenta”.

L'economista Bina Agarwal ha proposto 3 principi di base: cooperazione, comunità e società che ‘preserva’. “Credo che sia necessaria una coordinazione globale e una cooperazione verso una de-globalizzazione e quindi verso una localizzazione dello sviluppo sostenibile. Per me è l’unica speranza per le nostre comunità per le enormi pressioni esistenti sui governi centrali. Abbiamo bisogno di potenziare i governi e lo sviluppo locali” secondo Raya Haffar El Hassan, ex ministro delle finanze e degli interni del Libano che ha partecipato all’incontro.

Bina Agarwal, docente di economie di sviluppo ed ambientali alla University of Manchester, intervenendo al webinar da Nuova Delhi ha parlato della situazione che si sta creando in Asia del Sud:  “La situazione è precipitata in modo preoccupante, siamo di fronte ad una inversione di sviluppo ambientale. Non assistiamo solo una crisi economica incombente ma ad un forte allarme di povertà, - ha detto. - Uno studio recente delle Nazioni Unite attesta che avremo 395 milioni di nuovi poveri, il 50% sarà in Asia del Sud, la mia regione. Siamo di fronte ad una inversione di tendenza, solitamente pensiamo ai flussi di persone che abbandonano i villaggi per cercare lavoro nelle industre delle metropoli ma adesso la pandemia ha invertito l’esodo. Non era mai successo prima ma ora assistiamo ad immagini brucianti, viste in televisione, di milioni di lavoratori migranti in India, moltissime donne, che lavoravano a centinaia di miglia dai villaggi e che sono disoccupati, affamati e senza un soldo tanto da morire per strada. Il danno è anche ambientale, è necessario cambiare questa tendenza inversa che porterà ad un affollamento nelle aree rurali e nei nostri ecosistemi. E’ urgente ridisegnare una nuova strada di sviluppo. Dobbiamo chiederci cosa succederà al capitale umano in rapporto alla natura perché siamo tutti coinvolti. Su 140 paesi, dal 1992 al 2014, già il ‘capitale di natura’ procapite è calato anche laddove il PIL è cresciuto. Il trend non si arresterà a breve ma nel lungo periodo sarà possibile frenarlo se siamo capaci di ripensare ad una cooperazione nel campo dell’agricoltura, dell’economia e dello sviluppo etico”. 

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