Moda

Lagerfeld, Anna Wintour, Galliano...lo sapevate che? Un memoir racconta gossip vip moda

André Leon Talley, ex direttore creativo di Vogue, racconta le 'trincee di chiffon'

Ralph Lauren (R)  Editor-in-Chief of the French edition of  Vogue, Carine Roitfeld (2-R) , Ricky Lauren (L)  Karl Lagerfeld (2-L) Paris, France, 15 April 2010 © EPA
  • di Alessandra Baldini
  • NEW YORK
  • 19 maggio 2020
  • 20:46

Da Anna Wintour a Karl Lagerfeld, passando per Bianca Jagger, John Galliano, Lee Radziwill e Manolo Blahnik: tutto il gossip sui vip della moda è messo in piazza da André Leon Talley nel suo nuovo memoir, "The Chiffon Trenches," uscito negli Usa. Chi ha frequentato negli ultimi decenni una sfilata sa benissimo chi è il corpulento ex direttore creativo di Vogue che paragona i suoi look teatrali sopra le righe a una "armatura cerimoniale del Seicento italiano". Talley, che è nero, è cresciuto a Durham, in North Carolina, al centro dell'industria del tabacco, allevato da una nonna e una bisnonna: un'infanzia tutta scuola e chiesa fino a quando, nella locale biblioteca pubblica, il piccolo André scoprì le annate di Vogue e cominciò a sognare il modo che sarebbe diventato il suo: "Il ballo al Plaza organizzato da Truman Capote per Katharine Graham, o gli abiti da sera plissettati di Fortuny che Gloria Vanderbilt teneva arrotolati in spire speciali, come serpenti, per mantenere vibrante la seta".
    La storia che il settantenne André racconta dalle "trincee di chiffon" è quella di un'industria della moda i cui eccessi e intrinseche fragilità sono state messe a nudo dalla pandemia da coronavirus. E' anche quella di un ragazzo del Sud della discriminazione razziale che approda in prima fila alle passerelle parigine. Ma intanto, i pettegolezzi. Si scopre che da bambino Lagerfeld veniva legato dalla madre al letto con cinghie di pelle per evitare che mangiasse durante la notte. Bianca Jagger viaggiava con valigie Louis Vuitton disegnate per fucili da caccia ma lunghe abbastanza per i suoi abiti da sera. Galliano reclamava tappeti di zebra nei camerini vip delle sue sfilate.
    Molti nomi famosi popolano "The Chiffon Trenches", ma la Wintour e Lagerfeld in particolare perché per Talley sono state forse le figure più determinanti della sua vita. In un rapporto asimmetrico di amore-odio lo stilista tedesco, da André definito "il Socrate dell'alta moda", colmava il suo protetto di doni a patto che dicesse sempre la cosa giusta, ma la relazione (mai sessuale) finì senza una parola quando l'afro-americano suggerì che Chanel sponsorizzasse una mostra di un altro fotografo, e Lagerfeld, lui stesso un mago dell'obiettivo, si offese a morte.
    Ma è dall'algida Anna, con cui aveva lavorato per oltre 30 anni, che Talley si è sentito più profondamente ferito: il giornalista era convinto di essere designato, come ogni anno, a intervistare le star sul red carpet del Met Gala, ma scoprì all'ultimo momento di essere stato rimpiazzato dalla 24enne influencer su YouTube Liza Koshy. Silurato perché vecchio e grasso, in un affronto da parte di una donna che credeva amica e che si rivelò invece "incapace di umana gentilezza", che lasciò il giornalista con "enormi cicatrici emotive". 

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