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L'igiene orale cambia, tra apparecchi smart con le app e spazzolini eco in bambu'

Grandi novità sui dentifrici e diventa trend anche un classico ayurvedico, l'olio pulente

igiene orale foto iStock. © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 12 aprile 2021
  • 19:47

C’era una volta lo spazzolino da denti, e il dentifricio al fluoro. Dopo molti anni di igiene orale fatta sempre allo stesso modo, il settore sta subendo una trasformazione. Se la strada degli spazzolini smart è già spianata e in commercio spuntano accessori ibridi per la pulizia dei denti come manipoli dotati di spazzole elettroniche e coordinati con apposite App sullo smartphone per monitorare il tipo di pulizia e l’efficacia antibatterica, si nota meno il trend nascente del cambiamento dei dentifrici, da sempre semplicemente alla menta. Pulire e rinfrescare la bocca non basta, la ricerca sforna nuove funzioni: dai più spiccati effetti antibatterici rispettosi del microbioma orale ai dentifrici alcool free, senza additivi o vegani, ricchi di calcio, gluten free e, ancora, sugar free e dal packaging riciclabile. La ricerca si impegna anche ad evitare le microplastiche nemiche dell'ambiente, solitamente contenute nel 60% di dentifrici comuni e si diffondono i dentifrici e i colluttori in pasticca da sciogliere in bocca e con poca acqua (come quelli del brand etico inglese Lush, tra gli altri) che evitano così il packaging. Nuova anche la svolta green che vede il ritorno di sistemi di pulizia dei denti mutuati da tradizioni millenari come quella ayurvedica e l'uso di materiali naturali come il bambù o una plastica non usa e getta nel manico ma solo nella testina  intercambiabile. Anche il filo interdentale di aggiorna: in plastica riciclabile e al carbone nero vegetale sbiancante.
La rivista Cosmetic & Toiletries Science Applied ha dedicato un focus all’innovazione dell’igiene orale in cui gli autori per primi si dichiarano sorpresi dei tanti cambiamenti in atto.
All’ultima fiera della tecnologia CES di Las Vegas è stato premiato per l'innovazione uno spazzolino da denti, il Plaqless Pro (Colgate). Super tecnologico, elettronico, è in grado di rilevare l’accumulo di biofilm (la placca batterica) in bocca attraverso dei sensori. L’accuratezza della pulizia si verifica in tempo reale sullo smartphone tramite una APP che si connette direttamente con lo spazzolino attraverso una connessione Bluetooth. Presentato al Ces di Las Vegas e diretto concorrente, ha invece un sistema di azionamento magnetico, micro-vibrazioni e sensori di pressione il nuovo spazzolino elettrico Oral-B iO con sei anni di ricerca alle spalle. Connesso con una apposita App, riconosce le aree interne alla bocca e guida allo spazzolamento corretto e completo di tutte le aree. 3D. 16: le aree della bocca riconosciute dalla tecnologia AI Brushing Recognition e riprodotte dalla grafica 3D nella app Oral-B, 7 modalità smart per personalizzare lo spazzolamento: pulizia quotidiana, denti sensibili, protezione gengive, pulizia profonda, sbiancante, nettalingua, denti ultra sensibili. Sarà l'anno degli smart brush?
Di pari passo con l’innovazione, si registra anche uno spiccato desiderio di natura e amore per l’ambiente tanto che fra i trend dell’igiene orale si assiste ad un ritorno ai sistemi di pulizia alternativi, naturali al 100%. In questo momento la maggior parte dei brand si sta lanciando nella produzione di spazzolini da denti fatti con materiali riciclabili, riciclati o naturali come quelli di bambù e setole ecologiche al carbone che svolge anche una funzione sbiancante. Vera e propria moda l’oil pulling, antica procedura Ayurvedica che consiste in risciacqui orali fatti con oli vegetali come girasole, sesamo o cocco a scopo pulente e purificante. Divulgato da celebrites come la naturista Gwyneth Paltrow e l’attrice Shailene Woodley, l’oil pulling sta prendendo sempre più piede , rinomato da oltre 20 anni l’olio per denti Ringana per risciacqui da fare al mattino a digiuno per purificare l’organismo e per la salute orale. Contiene granuli naturali di acido silicico e rimuove quindi la placca in maniera del tutto delicata. Principi attivi selezionati come la curcuma di Giava, l’olio di anice stellato, l’olio di cannella e l’olio di eucalipto mantengono in salute la microflora e hanno un’azione antiossidante.
Sul fronte dentifrici e collutori, tutti ancora al fluoro (dal fluoruro stannoso del rinomato Crest degli anni sessanta, alla svolta degli anni ottanta con i sali di fluoro e il sodio monofluoro fosfato che a contatto con la saliva rilascia ioni rinforzanti i denti), i gusti dei consumatori si diversificano e il 66% dei nuovi lanci vede nuove referenze alle vitamine e ai minerali (il 66%). Il 55% è invece rinfrescante per il respiro, il 36,66% sbiancante. Seguono (circa il 30% delle novità) i nuovi prodotti botanici e alle erbe, antibatterici, per denti sensibili. Spuntano inoltre nuove preferenze per i prodotti senza alcool (15,47%), senza conservanti o additivi (11,69%), per bambini (11,335), vegani (10,34%), green e fatti con materiali riciclabili (il 10% ma, per il mercato UK la percentuale sale al 34%). Infine i dentifrici che rispettano gli animali, quelli addizionati di calcio, gluten free, organici, senza zucchero e vegetariani. Per tutti attenzione alle microplastiche dei prodotti pulenti con microgranuli. Resiste invece l’amore per l’aroma rinfrescante della menta che attesta come i gusti in termini di sapori sono più difficili da cambiare. Secondo il sondaggio Global New Product di Mintel, dal 2015 al 2020, nel mondo sono stati immessi in commercio oltre 15.000 nuovi dentifrici con oltre l'87% alla menta. La rimanenza è alla fragola, alle erbe, alla frutta, al limone e all’arancio, al bubble gum che piacciono ai bambini e un po’ di più al mercato asiatico.
Un'altra area che influenza il segmento dell'igiene orale deriva dal recente interesse per il microbioma e i biofilm (microorganismi che vivono nella nostra bocca), con lo zampino delle normative che nel frattempo stanno cambiando. Si legge nel focus di Cosmetic & Toiletries: “Tutti oggi riconoscono che spazzolatura e risciacquo riducono le carie e che le carie sono fortemente legate ai batteri. Storicamente, ingredienti come la clorohexidina, il cetilpiridinio cloruro (CPC) e il triclosano sono stati impiegati per la loro capacità consolidata di uccidere i batteri, tuttavia, alcuni di questi ingredienti sono ora sottoposti a un più attento controllo normativo e dei consumatori a causa degli effetti collaterali segnalati e si assiste anche ad un aumento della consapevolezza che nella cavità orale, come nell'intestino o sulla pelle, ci sono batteri buoni e cattivi. I buoni vanno rispettati e fra il 2015 e il 2019 i lanci di prodotti per l’igiene orale che rispettano e migliorano il microbioma della bocca sono più della metà del totale”.
La bocca ha il secondo microbiota più grande e il secondo più diversificato dopo l'intestino, contenendo più di 700 specie di batteri. “La bocca è un sistema ecologico microbico veramente complesso, con diverse superfici colonizzate da diversi batteri” sottolineano gli esperti. La buona notizia è che il microbioma orale è uno dei più studiati e ad oggi si conoscono circa il 50% delle 700 specie batteriche stimate viventi nella bocca. Tutto ciò si sta traducendo in nuovi prodotti e nuove abitudini igieniche. Nascono così i nuovi dentifrici e collutori contenenti ingredienti probiotici e prebiotici, come ad esempio il Lactobacillus salivarus.

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