Oltretevere

Università Gregoriana,digitalizzata una terza lettera di Galileo

Già altre due lettere nel 2023, a fini fruibilità e diffusione

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 22 APR - Le nuove tecnologie digitali si mettono sempre più al servizio dell'inestimabile patrimonio artistico e culturale custodito nell'Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana. La prestigiosa università è custode, fin dalla sua fondazione nel 1551 ad opera di Sant'Ignazio di Loyola, di molte e straordinarie opere d'ingegno del nostro passato.
    La White Exchange Spa, conosciuta anche come Whtexch, è una società italiana specializzata nella valorizzazione del patrimonio artistico di opere di dimensione internazionale.
    Recentemente, ha completato con successo la digitalizzazione di una terza lettera di Galileo Galilei, in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana. La lettera, datata 17 Settembre 1610, rappresenta un importante contributo al sapere del grande scienziato.
    "La Società sta consolidando legami con influenti attori globali, con l'intento di generare risorse finanziarie per il sostegno di enti culturali. Queste risorse sono spesso destinate alla conservazione e al restauro del patrimonio artistico", spiega all'ANSA Simone Russo, co-fondatore e Ceo di White Exchange.
    "Attraverso la vita digitale di opere d'arte - sottolinea -, l'iniziativa si propone anche di promuovere la conoscenza delle nuove generazioni, in linea con la quarta Rivoluzione Industriale che permea sulla trasformazione digitale della società". Il percorso proposto da White Exchange "unisce il passato e il futuro, offrendo nuovo vigore al patrimonio artistico. Confidiamo che questo percorso possa aprire nuove porte per la fruizione della bellezza e dei valori culturali che hanno reso illustre la nostra storia nel panorama mondiale".
    I primi documenti scelti con la Gregoriana per dare il via al progetto sono state nel 2023 due lettere di Galileo Galilei, due testimonianze concrete dell'impegno centenario dei Gesuiti nella ricerca della "sapientia".
    La prima lettera, datata 30 dicembre 1610, è indirizzata a Cristoforo Clavio. Il gesuita è noto ai più per aver determinato nel 1582 il calendario Gregoriano, e descrive le osservazioni dei satelliti di Giove. La seconda lettera attiene ad osservazioni della superficie lunare del 7 gennaio 1610. Grazie all'uso del telescopio Galileo riuscì per la prima volta ad osservare la discontinuità della superficie della Luna.
    L'archivio dell'Università Gregoriana racchiude opere e documenti cruciali per lo sviluppo culturale e artistico dell'umanità, il cui immenso valore storico, tuttavia, in molti casi è concausa dell'estrema fragilità di queste stesse opere e ne limita così la fruibilità e la diffusione. Con la tecnologia messa a disposizione da White Exchange si possono superare queste barriere. Ciò è possibile creando delle rappresentazioni digitali uniche e certificate delle opere custodite nell'Archivio Storico in grado di preservare e sostenere il patrimonio dell'Archivio Storico che necessita di continua manutenzione e risorse. (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it