Valle d'Aosta

Coronavirus: testimonianza guarito, bello poter raccontarlo

Contagiato a inizio marzo da cliente. "Non ho patito troppo"

Redazione Ansa

"Ieri sera è arrivato l'esito del secondo tampone. E' stato un bel sollievo sapere di essere guarito. Sono contento che sia finita bene, è bello essere qui a raccontarlo anche per dare un po' di speranza e un po' di ottimismo a tutta la comunità valdostana". Piero Viquery, 74 anni, agente immobiliare di Champoluc (Ayas), è uno dei 18 "nuovi" guariti in Valle d'Aosta dal coronavirus Covid-19.
    "E' iniziato tutto una domenica ad inizio marzo - racconta all'ANSA - quando ho avuto un contatto con un cliente. Nei giorni seguenti ho cercato di richiamarlo ma non rispondeva. Poi mi ha contattato lui dicendomi che era stato ricoverato a Biella per il coronavirus. Allora ho chiamato il 112 e ho fatto il tampone". "Dopo quattro giorni - prosegue - il mio medico mi ha chiamato per dirmi che ero negativo. Dopo qualche ora ha richiamato e mi ha detto che c'era stato un errore nel riportare i dati e che ero positivo. Così ho iniziato la quarantena".
    Vicquery racconta di "aver avuto un po' di febbre nei primi giorni, mai più di 38" ma di aver patito "il fiatone che veniva quando mi muovevo".
    "Gli amici mi hanno portato la spesa - continua - e ho parlato con i familiari e i nipotini attraverso le videochiamate. Ho dormito molto, anche 12-13 ore al giorno. Devo dire che, a parte i primi giorni che ero un po' scombussolato, non ho patito eccessivamente. La situazione è sempre stata sotto controllo, tutti i giorni avevo contatti con i medici, c'è stata una buona assistenza sanitari". 
   

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