Valle d'Aosta

Casinò Vallée tra debiti e stop crediti

"Unica alternativa a concordato è il fallimento"

Redazione Ansa

"Purtroppo, vista la situazione attuale di insolvenza, l'unica alternativa possibile alla soluzione concordataria sarebbe il fallimento in proprio". E' la conclusione a cui è giunto il cda 'dimissionario' del Casinò de la Vallée spa nella relazione consegnata il 24 ottobre alla Regione.
    A pesare sulla situazione finanziaria della casa da gioco sono molteplici fattori, a partire dai debiti (4,4 mln a fornitori al 15 ottobre, 100.000 a consulenti, 536.000 per Imu e Tasi, 3,9 mln per ritenute Irpef, 880.000 euro di Iva non versata, 335.000 euro di contributi Inps). Da rilevare che "la società non ha alcuna possibilità di accedere a nuovi finanziamenti bancari perchè è giudicata in crisi già da tempo", come dimostrano la riduzione delle linee di credito nel 2018 (da parte di Intesa, Unicredit, banca Passadore) e il mancato pagamento di due rate dei mutui Finaosta per quasi un milione di euro.  "Risulta molto improbabile - scrive il cda - che, in questa situazione, la società sia in grado di provvedere, il 23 dicembre 2019, al rimborso in un'unica soluzione della quota capitale del mutuo Finaosta da 20 milioni".

Riguardo al costo del lavoro, il cda rileva che i due piani avviati per la riduzione del personale sono stati abbandonati: il primo nel maggio 2017 senza procedere a licenziamenti, il secondo (tutt'ora in corso) per mancanza di liquidità. Proprio riguardo a quest'ultimo, si segnala che ad oggi gli "esodati Fornero" sono stati 51 contro i 90 previsti dal piano originario. Per il cda "è abbastanza incomprensibile come come, in poco tempo, sia stato ritenuto perseguibile ottenere il raggiungimento dell'equilibrio economico e finanziario della società con l'esodo di 90 dipendenti invece di 250 pur in presenza di una palese e costante contrazione dei ricavi". Infine tutti gli indici al 30 giugno 2018 segnalano la gravità della situazione, dall'Acid test (possbilità di adempiere alle obbligazioni) al Quick ratio (capacità di far fronte ai debiti) e al Leverage (rapporto tra indebitamento e capitale).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it