Umbria

De Luca, proposta legge elettorale è schiaffo in faccia

"Fatto gravissimo" sottolinea capogruppo M5s

Redazione Ansa

(ANSA) - PERUGIA, 23 NOV - "La proposta di legge elettorale presentata da Pd, Lega e FdI è uno schiaffo in faccia all'Umbria. Un fatto gravissimo per il ruolo istituzionale ricoperto dai proponenti, visto che Squarta, Meloni e Fioroni sono i membri dell'ufficio di presidenza così come composto fino a una settimana fa": lo afferma il capogruppo regionale del M5s, Thomas De Luca. Secondo cui si tratta di "una proposta che doveva essere discussa e sottoscritta dalla conferenza dei capigruppo".
    "Tra il comico e il grottesco - afferma De Luca - risulta vedere come le polemiche causate dalle dimissioni dell'assessore Melasecche, con conseguente spreco di 300 mila euro, siano totalmente passate in secondo piano. Nella proposta, infatti, che prevede l'incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere, lo spreco diventa strutturale: un milione e mezzo di euro con assessori obbligatoriamente esterni. Inoltre, con questa legge i territori vengono totalmente cancellati. La re-istituzione dei due collegi provinciali torna a dividere con un tratto di penna la regione, ma con una differenza sostanziale: la riduzione da 30 a 20 consiglieri regionali.
    Mentre nelle legislature passate l'elezione di un consigliere spoletino o folignate era la norma, con questa legge sarebbe un'eventualità matematicamente impossibile, salvo concessione da parte del segretario di turno. L'asse si sposta dalla qualità della rappresentanza e dalla meritocrazia alla mera lottizzazione politica. Discorso diverso invece per Terni, l'Orvietano, il Narnese e l'Amerino, che vengono brutalmente messi fuori dalla porta. Una riduzione a vere e proprie quote per minoranze etniche così come accade nel parlamento iraniano.
    Non solo la proposta di legge riduce la rappresentanza dagli attuali sette eletti con collegio uninominale a cinque posti riservati, ma di fatto costituisce un vero e proprio vincolo di mandato territoriale. Che vantaggio elettorale potrebbe mai avere, ad esempio, un consigliere eletto nel collegio perugino a sostenere le istanze del sindaco di Otricoli? Istituire due collegi asimmetrici è quanto di più antidemocratico e demenziale si possa pensare. Terni viene ghettizzata e relegata a mera appendice della Regione Umbria. Se tale legge verrà approvata così com'è, per la Provincia di Terni come unica prospettiva rimarrebbe quella di guardare al Lazio. Il territorio ternano sarebbe penalizzato, ma allo stesso tempo non verrebbe certo rafforzato il ruolo dei territori periferici della provincia perugina. Quando sono stato interpellato dalle altre forze politiche per conoscere il mio punto di vista rispetto a una nuova legge elettorale, ho subito posto come 'condicio sine qua non' per il superamento del collegio unico la suddivisione sulla base dei collegi elettorali delle elezioni politiche. Se ci fosse stata la volontà di garantire massima rappresentanza territoriale, poteva essere messa sul piatto la creazione di un terzo collegio dell'area folignate e spoletina. Ma a quanto pare - conclude De Luca - la priorità è solo garantire più poltrone per i politici del capoluogo di regione". (ANSA).
   

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