Umbria

Capo Dia, Striano fu elogiato nel 2018 da De Raho

Adizione in Antimafia, 'ebbe ricompense, elogi ed encomi'

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Encomi, elogi e ricompense.
    Riconoscimenti ufficiali addirittura per le sue "notevoli doti di riservatezza e lealtà" e per la sua condotta morale definita "irreprensibile". I documenti con cui tra il 2018 e il 2019 l'allora procuratore antimafia, Federico Cafiero de Raho, metteva in evidenza le qualità di Pasquale Striano assumono oggi i contorni del grottesco se messi in relazione con l'inchiesta della procura di Perugia che considera lo stesso Striano una delle menti dietro al cosiddetto caso dossieraggio denunciato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto.
    A rivelare il retroscena è stato Michele Carbone, il capo della Dia, davanti ai parlamentari della commissione Antimafia.
    "Per attività di servizio svolte presso la Direzione investigativa antimafia - ha detto -, a Striano sono state attribuite 8 ricompense morali, quattro elogi e quattro encomi semplici". Si tratta di riconoscimenti ufficiali assegnati dal procuratore al luogotenente della Finanza che, cinque anni dopo, sarebbe finito sulle prime pagine di tutti i giornali per gli accessi non autorizzati nelle banche dati della Procura antimafia.
    In una nota del 15 febbraio 2019, si legge che "Pasquale Striano ha evidenziato notevoli doti di riservatezza e lealtà, un'elevata ed approfondita preparazione tecnico professionale, piena disponibilità ed alto senso del dovere, instaurando ottimi rapporti interpersonali sia con i magistrati dell'ufficio che con il restante personale amministrativo e delle forze di polizia". Parole che, lette oggi, lasciano sorpresi.
    "In particolare - ha spiegato il capo della Dia - l'ispettore nel periodo in esame ha svolto un ruolo fondamentale nell'ambito delle attività pre-investigative poste in essere dal predetto gruppo di lavoro circostanziatesi nello svolgimento di delicate analisi operative nel settore per le segnalazioni a contrasto della criminalità organizzata, permettendo allo stesso procuratore nazionale antimafia di esercitare in pieno le funzioni di coordinamento e di impulso demandategli dalla legge". (ANSA).
   

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