Umbria

Meloni e Bori chiedono interventi su residenze universitarie

"La Regione intervenga" dicono i consiglieri Pd

Redazione Ansa

(ANSA) - PERUGIA, 06 OTT - "La Regione intervenga programmando una serie di investimenti strutturali in materia di residenze universitarie, con l'obiettivo di sostenere la crescita dei nostri atenei che sono un volano di crescita territoriale e sociale": lo chiedono i consiglieri regionali del Partito democratico Simona Meloni, capogruppo, e Tommaso Bori, che è anche segretario umbro del Pd. I quali annunciano l'intenzione di "farsi portavoce di un'esigenza espressa da organizzazioni studentesche e sindacali, con l'obiettivo di implementare il diritto allo studio e non far perdere importanti opportunità ai giovani e all'Umbria".
    "L'Università degli Studi di Perugia - spiegano Meloni e Bori - è in controtendenza quanto ad andamento delle iscrizioni, che sono in forte crescita, tanto che nell'ultimo anno è aumentata di un terzo, arrivando quasi a quota 30mila. Con numero del genere si è aperta dunque la questione delle strutture dell'Adisu. Prima della pandemia, queste contavano 1.093 posti, ma nell'ultimo periodo sono andate in corso a diverse fasi di ristrutturazione. Lavori che procedono a rilento a causa del contesto nazionale e internazionale con super bonus 110 per cento, guerra in Ucraina e pandemia. Quasi 700 posti, dunque, ma 1.900 domande circa. Se consideriamo il ritorno in presenza delle lezioni universitarie, la tendenza è quella di un'emergenza abitativa con più di 700 persone che rischiano di rimanere senza posto. Uno studente su due, risultato idoneo al posto letto, non lo riceverà. Le strutture universitarie non riescono a far fronte alla richiesta - continuano i consiglieri regionali del Pd - e gli studenti si spostano verso i privati, che però preferiscono non affittare a studenti, innescando la spirale dell'aumento dei prezzi. Ecco dunque che è quanto mai necessario un nuovo impegno della Regione, affinché si faccia garante del diritto allo studio per tutti, in una fase complessa e nella quale sulle famiglie italiane si stanno scaricando fin troppi rincari". (ANSA).
   

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