Umbria

Il mondo del jazz si mobilita contro criteri distribuzione Fus

Petizione Jazz Italian Platform al ministro Franceschini

Redazione Ansa

(ANSA) - PERUGIA, 19 DIC - Il mondo del jazz si mobilita per far cambiare la norma sui criteri di distribuzione del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) per il 2020 e 2021 "che equipara il jazz alla musica popolare contemporanea in un'unica confusa definizione".
    La richiesta rivolta al ministro Dario Franceschini, lanciata da Jazz Italian Platform (di cui fa parte anche Umbria Jazz) e sottoscritta dai principali musicisti di jazz, è quella di ripensare la bozza.
    "Non è una questione estetica o di valori musicali, ma una mera preoccupazione materiale" spiegano da Jazz Italian Platform: "Aprire il contributo pubblico alle grandi aziende dei concerti, scelta che non viene condivisa da nessun altro paese europeo, significa mettere il jazz italiano in condizione di dover competere per l'assegnazione dei contributi non più con le associazioni di musica classica, affini per dimensioni e obiettivi, ma con l'industria multimilionaria e multinazionale della musica pop e rock. Significa disconoscere e mettere a repentaglio quanto il jazz italiano è riuscito a produrre, in questi anni, con una miriade di manifestazioni e dando visibilità a più generazioni di musicisti apprezzati in tutto il mondo".
    La petizione al momento ha raggiunto oltre mille firme.

"Il mondo del Jazz credo sappia - ha detto il ministro all'ANSA - quanto ho voluto da ministro vi fosse quel riconoscimento della sua importanza e qualità che è ingiustamente mancato per anni. Anche per questo ho inserito nel Fus 2021 per la prima volta la categoria del jazz. Per tutte queste ragioni sarebbe bastata una semplice telefonata, prima di mobilitazioni e raccolte firme , per sapere che da giorni la bozza che prevedeva una unica nuova categoria per jazz e musica rock e pop, è stata modificata creando due distinte categorie, di cui una esclusiva appunto per il jazz".
   

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