Umbria

Umbria: Marini presidente con il 42,8%

La candidata del Pd è stata eletta governatore con il 42,8%

Redazione Ansa

Catiuscia Marini, candidata del Pd, è stata eletta governatore dell'Umbria, con il 42,8%. E' il dato definitivo fornito dal sito del Viminale.

Secondo quanto reso noto dall'ufficio stampa dell'Assemblea legislativa dell'Umbria Claudio Ricci, candidato presidente per la coalizione di centrodestra si è attestato al 39,27 per cento. A seguire, Andrea Liberati (Movimento 5 stelle) con il 14,31 per cento, Michele Vecchietti (L'Umbria per un'altra Europa) 1,57 per cento, Simone di Stefano (Sovranità prima gli italiani) 0,66 per cento, Amato John De Paulis (Alternativa riformista) 0,58 per cento, Aurelio Fabiani (Casa rossa) 0,49 per cento, Fulvio Carlo Maiorca (Forza nuova) 0,35 per cento.

La presidente uscente non ha aspettato le luci dell'alba per festeggiare la propria riconferma al timone della giunta regionale di Palazzo Donini: erano infatti le 3,25, e da poco più di mezzora la sesta proiezione dell'Istituto Piepoli per la Rai, ribaltando quelle precedenti, l'aveva posta davanti allo sfidante, quando la Marini, lasciata casa sua a Todi, era arrivata alla sede del suo comitato elettorale a Madonna Alta di Perugia.

"Non ho mai pensato di perdere", aveva detto agli attivisti Pd che, ancora sotto choc per i primi sondaggi negativi, ancora stentavano a cambiare umore alla luce delle nuove proiezioni e, soprattutto, dei primi, consistenti e positivi dati provenienti dallo scrutinio.

Constatato con i cronisti di non aver ancora ricevuto una telefonata da Ricci, la neo-rieletta presidente umbra ha subito affondato l'analisi sull'esito del voto: "avrò un'opposizione meno moderata che in passato, visti i risultati consistenti della Lega, che qui è il primo partito del centrodestra, con Forza Italia sotto il dieci per cento, e dei Cinquestelle", ha osservato Marini, "carica di ulteriore responsabilità" per aver ricevuto quella che - a detta della stessa presidente - è stata una riconferma che già alla vigilia del voto si poteva prevedere sofferta, visto che in Umbria il fronte opposto si presentava unito "da Alfano a Salvini".

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