Toscana

Maggio, attacco a spese Pereira. Ma lui: "Sono utili"

Atto Fdi agita Regione e Comune. Soprintendente, cucino a ospiti

Redazione Ansa

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAG - "Voci di spesa anomale", come afferma Fdi che le ha rivelate, o "investimenti necessari" anche per aumentare i contributi degli investitori privati che sostengono il Maggio Musicale Fiorentino, come dice una prima difesa? Su questa definizione contrapposta si gioca la polemica sulle spese del sovrintendente Alexander Pereira, pagate con la carta di credito aziendale oppure chiedendo rimborsi. Sono una miriade di spese spicciole, spuntano pure il panettiere e il pescivendolo, e ora il tema è stato sollevato da Fdi in due interrogazioni analoghe depositate una in Consiglio regionale e un'altra in Consiglio comunale a Firenze, i due enti sono soci e finanziatori della fondazione lirico-sinfonica. Pereira afferma che tutte le spese "hanno una spiegazione e per ognuna ci sono giustificativi e tutte sono compatibili e in linea col regolamento del Maggio che indica i tetti massimi". Pereira ricorda il 'fundraising' fatto "tramite i miei contatti e che "per quanto riguarda le spese del "panettiere, del supermercato, del pescivendolo", spiega Pereira, "possono essere oggetto di critiche perché male interpretate". Ma "non è un segreto per nessuno - rivela - che io ami cucinare e ospitare a casa mia, e di tanto in tanto mi metto ai fornelli per spirito conviviale e cioè vale a dire con lo stesso spirito di contribuire sempre di più al rilancio del Maggio per ospitare finanziatori e artisti.
    Saltuariamente e con gioia e piacere, succede che io prepari per loro piatti con i prodotti presi alla bottega vicino casa, alla pescheria o dal macellaio". Per quanto riguarda la spesa alla casa d'asta, continua ancora Pereira, "è ridicolo che si pensi che sia una spesa per me: ho usato la carta di credito per il regalo al maestro Zubin Mehta per festeggiare i suoi 85 anni.
    Era un prezioso autografo di Johannes Brahms del quale il nostro direttore emerito è uno dei più grandi interpreti". (ANSA).
   

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