Toscana

Terremoto nel Chianti, paura e gente in strada a Firenze

Evacuate scuole e stop in uffici

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Redazione Ansa

Alcune scosse più forti, accompagnate da uno sciame sismico senza tregua sulle colline del Chianti, hanno seminato paura e apprensione anche a Firenze e Siena. Fortunatamente, tuttavia, nessun danno di rilievo. Ieri, alle 11,36, quando il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 4.1, nelle scuole i ragazzi sono stati fatti uscire e rimandati a casa, chi era in ufficio è sceso in strada allarmato. La scena si è ripetuta non solo in tutti i comuni dell'area del Chianti più vicina all'epicentro - Tavernelle, Barberino Val d'Elsa, Impruneta, San Casciano, Greve in Chianti e Certaldo -, ma anche a Firenze e a Siena. Per oltre un'ora Palazzo Vecchio è stato chiuso alle visite turistiche, chiusa anche la Torre di Arnolfo; in tutt'altra parte della città, evacuata la sede dell'Agenzia delle entrate; tutti fuori, o quasi, al Palazzo di giustizia.

Ecco l'epicentro della scossa di magnitudo 4.1 mostrato dal sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)

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Per precauzione, il ministero dei beni culturali ha subito attivato la sua unità di crisi per la salvaguardia del patrimonio. Il soprintendente ad interim del Polo museale fiorentino, Alessandra Marino, confermando che i musei sono rimasti regolarmente tutti aperti, ha quindi spiegato che nelle gallerie del Polo "non sono stati per il momento segnalati danni macroscopici visibili o immediatamente percepibili". Prosegue comunque "la ricognizione accurata e di dettaglio per verificare la presenza di eventuali danni non prontamente riscontrabili". In perfetto stato di salute la cupola del Brunelleschi, ha fatto sapere anche l'Opera del Duomo.

Ma non sono solo Firenze e il Chianti ad aver avuto paura, segnalazioni sono arrivate da altre province della Toscana, in particolare da Siena dove per precauzione è stata chiusa la Torre del Mangia che domina piazza del Campo e il museo civico e dove sono stati evacuati la sede dell'Mps e dell'università. Il terremoto è stato inoltre avvertito ad Arezzo, Livorno, Pisa, Prato e Pistoia: qui gli studenti sono stati assistiti da personale medico dopo alcune scene di panico.

Non è la prima volta che l'area della provincia di Firenze viene interessata da un terremoto: a scorrere negli archivi, anche se la localizzazione degli epicentri allora era meno precisa, se ne trovano indicati nel 1700, 1812, 1895 e il più recente nel 1972. Quello di venerdì, ha visto in tutto più di 130 scosse, ma la progressione dell'Ingv ne indica solo alcune di più forte intensità: oltre a quella di 4.1 di magnitudo delle 11,36, già nella notte fra giovedì e venerdì, alle 1,09, i sismografi aveva registrato una scossa di 3.5, un'altra più o meno della stessa entità si è fatta sentire poi in mattinata alle 10,39 e di nuovo in serata alle 18,27.

Lo sciame sismico resta in piena attività. Per consentire di proseguire nelle verifiche, subito avviate dai vigili del fuoco e dalla Protezione civile, le scuole resteranno chiuse anche sabato a San Casciano, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, Tavarnelle, Impruneta. In seguito ai sopralluoghi, a Firenze sono stati dichiarati inagibili alcuni locali di una scuola e in Chianti sono state evacuate due abitazioni. Per precauzione, sono già stati individuati alcuni luoghi, come le tensostrutture utilizzate per attività sportive, che potrebbero essere usati per situazioni di emergenza. Sistemate anche alcune tende da campo, per ogni evenienza. Ma c'è anche chi ha già trascorso la notte fuori casa. I sindaci invitano tuttavia la popolazione a mantenere la calma e in caso di necessità a consultare il vademecum della protezione civile sui comportamenti da tenere in caso di emergenza.

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