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Europee: Napolitano, non credo previsioni catastrofiche

Renzi, serve Unione light, suoi valori crescita-occupazione

Redazione Ansa

Europee: al via a confronto tra candidati a Commissione Ue 

Lotta alla disoccupazione giovanile per Schultz, lotta al populismo per Juncker, un salto in avanti nell'integrazione europea per Verhofstadt e un'Europa più forte per costruire la pace con risposte politiche e non tecnocratiche alla crisi per Bovè. Così i quattro candidati alla presidenza della Commissione europea si sono presentati nel confronto in corso in Palazzo Vecchio a Firenze. Il confronto tra José Bové per I Verdi, Jean Claude Juncker per i popolari, Martin Schulz per i socialisti e Guy Verhofstadt per i liberaldemocratici si svolge nell'ambito del The State of the Union ed è moderato dal direttore di Rai News 24 Monica Maggioni e da Tony Barber del Financial Times.

"Credo che la risposta più sbagliata sia quella dell'astensionismo e di un voto di rigetto dell'Europa". Lo dice Giorgio Napolitano rispondendo a una domanda sul rischio astensionismo alle prossime europee. "Di astensionismo le elezioni europee hanno sempre sofferto ma qualsiasi previsione catastrofica o azzardata non mi convince", ha detto Napolitano, arrivando a Firenze a Palazzo Vecchio per partecipare a "The State of the Union". Parlando di 'spread di populismi' Renzi "ha trovato una bella espressione. Io sono però preoccupato per i populismi; poi lo spread è una cosa un pò diversa". 

"Mi auguro che l'evoluzione dei partiti politici vada verso la creazione di partiti sempre più europei perché più i partiti diventano europei più possono superare le strettoie e le degenerazioni della politica nazionale": così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L'Italia, come presidente Ue, "provvedera' a riorientare" l'Ue sulla base, tra l'altro, di "crescita e occupazione come valore costitutivi dell'Unione e non solo rigore". Un rigore "giusto per salvare banche ma ora abbiamo bisogno di salvare la classe media". Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento a 'The State of the Union' a Firenze, ribadendo che "noi le regole Ue le rispettiamo e proprio perche' le rispettiamo abbiamo diritto di chiedere che queste regole siano cambiate. L'Italia lo può dire con determinazione" e lo farà durante il suo semestre di presidenza. Per Renzi l'Europa deve essere "più light", deve avere meno regole, che siano semplici e condivise.

"I miei nonni hanno combattuto in Europa, uno in Francia ed uno in Grecia, mia mamma piangeva davanti al muro di Berlino che andava giù, la mia generazione è quella dell'Erasmus e dei voli low cost. Per i miei figli sogno, penso e lavoro per gli Stati Uniti d'Europa". Il premier si dice preoccupato dallo "spread del populismo" e dal rischio che l'astensionismo tocchi "punti record" e invita "le forze europeiste più convinte" ad "alzare la testa, mostrino il coraggio e spieghino con dovizia di particolari, ma anche con emozione e non solo con il linguaggio della tecnocrazia, che un'Europa più forte e più coesa è l'unica soluzione in questo tempo di globalizzazione per affrontare le difficoltà del nostro tempo". Anche perché "sarebbe imperdonabile se a fronte di segnali allarme i politici europei restassero chiusi nelle loro certezze". "Lo so - aggiunge - che sul mercato elettorale vale di più la paura, ma in nome del governo abbiamo il dovere di scommettere sul coraggio non sulla paura, scommettere su un progetto non sulla minaccia".

Prima del premier l'intervento di Barroso: "L'Italia -  ha detto il presidente della commissione europea - è stata veramente vicina all'abisso" durante i peggiori momenti della crisi e "c'era chi voleva metterla sotto la tutela del Fondo Monetario Internazionale" ma "per fortuna non è successo".  Barroso ha aggiunto che il momento peggiore della sua presidenza è stato "durante l'eurocrisi" quando si è dovuto "sostenere i paesi in difficoltà".

"La crisi esistenziale dell'euro - ha detto ancora il presidente della commissione Ue - è ora risolta. Quegli analisti che prevedevano l'implosione dell'euro e la disintegrazione dell'Europa hanno sbagliato", ha aggiunto.

''Il Pd sostiene e supporta la sfida di Schulz. E' una scommessa molto importante anche perchè è una scommessa che prova a cambiare l'Europa''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine di un pranzo a Firenze con il candidato alla Presidenza della Commissione Ue per il Pse Martin Schulz. ''Lavoreremo insieme per cambiare l'Europa - ha aggiunto Renzi - A Martin ho fatto il mio in bocca al lupo per i prossimi 15 giorni''.

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