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Sanremo: la satira di Luca e Paolo al festival

Redazione Ansa

Con Luca e Paolo finalmente a Sanremo la satira decolla. La coppia torna sul palco dell'Ariston con una 'RIP parade', un brano parodia sulla moda tv di omaggiare i morti vip, da Lucio Dalla a Pino Daniele, poi punzecchia il premier Renzi giocando sull'equivoco 'geografico' con il conduttore Carlo Conti ("prendi uno di Firenze, lo metti in tv a dire cazzate e ci credono tutti"), cita Mattarella che nel discorso di insediamento ha dimostrato "più verve" di Conti, graffia la Rai e il festival senza controprogrammazione. "Quando un grande artista passa a miglior vita - cantano le ex Iene - sei distrutto perché non te l'aspetti, ma in televisione cominciano gli omaggi: tg, Vita in diretta e poi Giletti. E pure qui a Sanremo si canta il Carrozzone, si riesuma la salma ogni due ore, commemora anche Fazio, officia Gramellini, però solo se il morto è un cantautore". E allora "ciao Rino Gaetano, Mia Martini, Jannacci, Ivan Graziani, ciao Lucio, ma chi è? Dalla o Battisti, fai un po' te". Se poi c'è la fiction "il morto lo fa Beppe Fiorello".

E "impazza sulla rete la commemorazione, voi colleghi tutti lì a twittare, Rip forever, #immortale, con un selfie fatto ieri al funerale". La 'rip parade' cita poi Jimmy Fontana, Sergio Endrigo, tutti i cantautori genovesi, Little Tony, Giuni Russo, Modugno, Baroni, Califano, e "Pino, ma quale Pino è? Mango o Daniele vedi te. Faletti, Villa, Mino Reitano". Ma quando Luca accenna all'onore di poter dire un giorno 'Ciao' anche a Paolo, Kessisoglu fa un gesto scaramantico, coinvolgendo poi nella gag anche Conti. Nel mirino poi le vallette del festival, Arisa che sembra che guardi "dallo spazio", Emma "con il vestito che sembrava la Clerici", Rocio "fidanzata con l'attore bravo. Ma no, è Bova". La controprogrammazione al festival non c'è: "La De Filippi non va in onda, il cast è tutto qua".

E nel Sanremo normale "una sera c'è la famiglia con 16 figli, la sera dopo la donna barbuta... stasera che c'è? una valletta brava?". L'"ultimo appunto" a Conti: "sei un po' troppo freddo. Davanti a Charlize Theron e a Conchita Wurst sei stato uguale, ma loro non sono uguali. Hai capito la differenza? Non è la barba". Il secondo sketch, intorno a mezzanotte, è dedicato alle nozze gay, ma anche ai luoghi comuni del rapporto a due.

Al grido di "essere gay è ok", Luca e Paolo invitano Carlo Conti a "uscire allo scoperto", poi il 'finalmente sposi' diventa lo spunto per una galleria delle incomprensioni tipiche della coppia: il diritto all'adozione ("Vorrei una bimba senegalese, ma poi la gente addita, è cattiva, nota che è negra"), il pagamento del mutuo per la casa, l'obbligo di accudire il consorte in caso di malattia ("Ma tu di salute stai bene, vero?"), la comunione o separazione dei beni, l'eredità ("da questo momento se tu muori io eredito", "che botta di culo"), l'invito a togliersi da Facebook. Arriva il prete, il sì di Luca è spontaneo, mentre è estorto quello di Paolo, che conclude con un 'vaffa'.

(FOTO DI CLAUDIO ONORATI E ETTORE FERRARI)

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