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Tomas Milian, a Roma la mia resurrezione

E al Festival del cinema sfoggia una spilletta giallorossa

Redazione Ansa

(Di Francesco Gallo)

E' davvero tenero Tomas Milian con i suoi 81 anni e il suo bastone con pomello d'argento oggi all'Auditorium della Musica di Roma dove stasera riceverà il Marc'Aurelio Acting Award. Ragionamenti che vanno e vengono nella sua testa, ma, nonostante qualche confusione, tanta voglia di raccontare e la consapevolezza che oggi stare a Roma:''è - dice - la mia grande resurrezione''. Non solo, annuncia l'attore di origine cubana:''ho saputo che vogliono farmi commissario onorario''. E pensa anche nel futuro a un nuovo Monnezza.

Insomma Tomas Milian, alias Nico Giraldi,ispettore di polizia dai modi poco garbati e che conosce bene la mala avendone fatto parte in gioventù e anche alias Sergio Marazzi detto er Monnezza, insolito ladro nemico della violenza, parte subito con la sua vita:''Quando ho deciso di lasciare Cuba per entrare nel mondo del cinema venivo da una famiglia alto borghese. Avevo tanti soldi ma ero infelice, un ribelle contro quella stessa società da cui provenivo. La decisione di cambiare arrivò dopo aver visto 'La valle dell'Eden' di Kazan. Mi identificai subito con James Dean. Anche io avevo gli stessi problemi con il padre che gli preferiva il fratello''. E aggiunge:''Ero un piccolo fascista senza valori, uno stronzo. Poi mio padre, un generale, si suicidò davanti a me con un colpo di pistola al cuore quando io avevo solo dodici anni. E io mi sono vergognato di non sentire per questo fatto nessun dolore, ma al contrario come una liberazione. Proprio come capita a un paese che si libera del proprio dittatore. Fui scioccato, ma non piansi. Andai così da mia zia un'intellettuale colta che mi disse:'che vai fare a New York? Tu vivi come un uomo che passa da un club all'altro solo per bere e scegliere la ragazza con cui passare la notte'''.

Così dice ancora Milian:''mia zia mi mandò a Miami per studiare l'inglese che conoscevo solo un po' e poi mi ritrovai dopo un certo tempo a New York a fare le prove all'Actor Studio dove passai le due prove per entrare nella scuola. Così cambio la mia vita''. E poi solo parole belle da parte dell'attore di origine cubana per Roma:''è la città che mi ha restituito tutto quello che gli ho dato. Quando sto qui mi sento davvero bene. A Miami, dove vivo, quando dico che sono un attore mi prendono per matto''. Nel futuro di Milian ancora un Monnezza: ''vorrei farne ancora uno - dice con passione -. Potrei farei il padre di Monnezza che potrebbe interpretare invece il mio figlioccio Mathias. A fare la mamma potrebbe essere mia moglie (Rita Valletti), un film comunque ovviamente da girare nella mia Roma''

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