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Green pass: esperti, 'valutazione impatto su sanità e diritti'

"Proposta a tempo record, tanti passaggi omessi"

Redazione Ansa

Si avvicina la data dell'entrata in vigore del Green pass europeo, ma alcuni esperti chiedono una "valutazione d'impatto" sul sistema sanitario, sull'equivalenza dei requisiti per ottenerlo (vaccinazione, test e prova di guarigione), sul sistema di controllo e sui diritti delle persone ed eventuali disuguaglianze che si verranno a creare. "Riteniamo necessario che la Commissione europea intraprenda una 'valutazione d'impatto', un passaggio che è stato pericolosamente omesso nel tempo record in cui la proposta di regolamento del certificato Covid digitale dell'Ue è stata concordata dalle diverse istituzioni europee". Lo spiega the Institute for Technology In The Public Interest, associazione internazionale di attivisti ed esperti che si è occupata anche di contact tracing.

Il think tank, in particolare, pone l'attenzione sulla necessità di un supporto infrastrutturale e amministrativo che garantisca l'autenticità del certificato tenendo conto che "molti sistemi sanitari pubblici in Europa non sono completamente digitalizzati". Inoltre, aggiungono gli esperti, il green pass fungerà da potente mezzo di accesso nei posti, non solo quelli pubblici, creando così una "crescente interdipendenza tra partner privati, governi e il pubblico, che va tenuta sotto controllo" e che "introduce nuove forme di polizia nella vita di tutti i giorni". Infine, the Institute for Technology In The Public Interest, si chiede cosa stia facendo l'Ue "per impedire che il certificato contribuisca ulteriormente a sistemi razzisti e classisti, ad una società a più livelli" e come "il regolamento considera le persone al di fuori dell'Ue e il modo in cui i loro diritti umani potrebbero essere influenzati dall'introduzione dei certificati digitali".

Finita la fase sperimentale per la piattaforma del pass Covid europeo, domani 1 giugno ci sarà il lancio ufficiale del gateway Ue, con i primi Stati membri che si collegheranno. Tra questi - secondo quanto si apprende - anche l'Italia, che tuttavia non inizierà fin da subito, a differenza ad esempio della Grecia, ad emettere i certificati digitali. Il via ufficiale del certificato Covid, ovvero quando il titolo sarà riconosciuto ed inizierà ad essere usato in tutti i 27 Stati membri, sarà comunque dopo la fine dell'iter legislativo dell'Ue, atteso per fine giugno.
   

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