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L'obsolescenza programmata grava sulla spesa pubblica

In ddl serve norma per P.a. Bene sanzione penale, ma criticità

Redazione Ansa

L'esaurimento programmato del funzionamento dei beni di consumo ha un "rilevante impatto" non solo sui diritti dei consumatori e sulla sostenibilità ambientale (per l'aumento rifiuti), ma anche sulla spesa pubblica, visto che ad acquistare questi beni è anche la Pubblica amministrazione (P.a.). A lanciare l'allarme è il presidente dell'Antitrust Roberto Rustichelli, che indica la necessità di inserire nel ddl per il contrasto all'obsolescenza programmata, all'esame del Senato, una norma ad hoc sugli acquisti della P.a., visti i "rilevanti danni" che l'acquirente pubblico può subire.

Il Garante, che esprime "apprezzamento" per il disegno di legge, che mette l'Italia "in linea" con Paesi "con legislazione più avanzata" come la Francia, evidenzia tuttavia alcuni aspetti da migliorare. Bene l'introduzione di una sanzione penale ("adeguata a colpire il disvalore insito in tali condotte e proporzionata alla rilevanza degli interessi lesi"), ma ci sono alcune "criticità" da superare perché si possono configurare "profili di incostituzionalità", evidenzia Rustichelli in audizione alla commissione Industria, indicando ad esempio "l'incertezza sugli effettivi destinatari della norma penale" e la necessità di eliminare alcuni dei comportamenti punibili.

"Forti perplessità" poi sulla scelta di attribuire al Comitato Nazionale Consumatori Utenti, istituito presso il Mise, compiti di controllo e vigilanza: l'organismo "non risulta munito sia sotto il profilo dell'indipendenza che dell'imparzialità dei requisiti legali indispensabili" per queste funzioni, avverte il Garante, sottolineando anche che si verrebbe a creare una "grave e inopportuna sovrapposizione con i compiti di vigilanza e controllo" di altre Autorità, come la stessa Antitrust. Del fenomeno, infatti, l'Authority ha avuto modo di occuparsi, con due istruttore su Apple e Samsung concluse nel 2018, ha ricordato Rustichelli, sottolineando che "già oggi dunque il sistema di 'public enforcement' prevede una tutela dei diritti dei consumatori in questa specifica materia".

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