Calcio

Serie A: Juventus-Atalanta 0-1, Dea brinda allo Stadium

Zapata firma l'1-0, bianconeri a settima punti dal 4/o posto

Redazione Ansa

L'Atalanta sbanca l'Allianz Stadium e aggancia l'Inter al terzo posto in classifica con 28 punti. Ai bergamaschi basta il gol di Zapata realizzato nel primo tempo per prevalere sui bianconeri. Musso, decisivo su Rabiot, e la traversa, sul calcio di punizione di Dybala nel recupero, dicono no agli uomini di Allegri che subiscono la seconda sconfitta di questa settimana e rimangono al settimo posto con 21 punti. La cronaca"La squadra si è isolata, oggi il presidente ha parlato ai ragazzi, facendo un bellissimo discorso: tutto l'ambiente è tranquillo, è la società che penserà a tutto". In conferenza stampa l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, commenta la situazione attuale del club bianconero, finito nel mirino delle indagini per la vicenda plusvalenze.

LA PARTITA - Allo Stadium festeggia l'Atalanta, Gasperini batte Allegri ed espugna lo stadio bianconero grazie alla rete di Zapata nel primo tempo che fissa l'1-0. Per la Juventus, alla seconda sconfitta consecutiva dopo la batosta di Londra col Chelsea per 4-0 in Champions League, sono fischi assordanti e cori a tirare fuori gli attributi. Gli orobici vincono così lo scontro diretto per il quarto posto, consolidando la propria posizione e cacciando Dybala e compagni a sette punti di distanza. E, come se non bastasse, alla Continassa bisognerà valutare le condizioni di Chiesa e McKennie, usciti per infortunio durante la gara. Per stare vicino a squadra e dirigenza dopo le ultime ore difficili per l'inchiesta sulle plusvalenze e le indagini sui massimi dirigenti del club, John Elkann è presente allo Stadium: il presidente e amministratore delegato di Exor si è seduto al fianco del presidente bianconero, Andrea Agnelli, e del vice-presidente, Pavel Nedved, e con loro c'è anche l'amministratore delegato del club bianconero Maurizio Arrivabene. In campo, invece, Allegri sceglie di cambiare pochi interpreti rispetto al tracollo di Londra contro il Chelsea. Gioca Dybala dall'inizio, come aveva annunciato il tecnico alla vigilia, ed è l'unico cambio di formazione, con Bentancur che si accomoda in panchina. De Ligt-Bonucci sono la coppia di centrali, Alex Sandro vince il ballottaggio con Pellegrini e Chiesa gioca sulla fascia sinistra per interpretare un 4-4-2 in fase difensiva e un 4-3-3 quando i bianconeri attaccano. Gasperini preferisce ancora Zapata a Muriel, recupera l'ex granata Zappacosta dopo gli acciacchi accusati in Champions e inserisce Pessina come trequartista tra le linee. Il primo quarto d'ora è di studio, poi la Juve cresce: Dybala accende lo Stadium con una serpentina nello stretto ma calcia centrale, Chiesa lanciato a rete viene fermato al momento del tiro da un provvidenziale Toloi. I bianconeri sono tutti qui, l'Atalanta non soffre più di tanto e quando può colpisce. Come al 28', con il vantaggio che arriva alla prima vera occasione: Morata perde palla in uscita, De Ligt si attarda a salire e tiene in gioco Zapata, il quale lanciato da Djimsiti è freddo nel battere Szczesny con un potente destro. Gli uomini di Allegri non reagiscono e, sotto di un gol, vengono accompagnati negli spogliatoi dai fischi del pubblico. Per la ripresa non rientra Chiesa, fermato da un fastidio fisico che andrà valutato ma c'è Bernardeschi, e i problemi in casa bianconera proseguono al 64': McKennie si ferma ed entra Kean, mentre i tifosi chiedono con veemenza di reagire. E l'occasione arriva poco dopo, con Rabiot che calcia da fuori area ma trova la deviazione di Musso con le punta delle dita in calcio d'angolo. I bianconeri ci provano più con i nervi che con il gioco, una conclusione ravvicinata di De Ligt viene respinta dal muro orobico. Per gli ultimi assalti, Allegri butta dentro Kaio Jorge al posto di Morata, fischiato dallo Stadium, ma l'occasione più grande è di Dybala: da punizione, al quarto dei sei minuti di recupero, la Joya supera la barriera, ma la parte alta della traversa respinge il pallone. Lo 0-1 contro l'Atalanta rappresenta la quinta sconfitta in 14 giornate, è il terzo tonfo casalingo in sette gare interne: la stagione della Juve è sempre più in salita.

 

 

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