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Dakar: da Dodin a Meoni, scia di sangue lunga 40 anni

Goncalves ultima vittima, anche in Arabia è corsa della morte

Redazione Ansa

Emigrata in Arabia, la Dakar resta comunque la corsa della morte. Il 40enne motociclista Paulo Goncalves è il 30mo pilota che perde la vita nella storia di questa competizione, che ha provocato anche una quarantina di altre vittime fra giornalisti, assistenti di gara, meccanici e spettatori. Goncalves è caduto durante la settimana tappa della 42ma edizione delle corsa che quest'anno si disputa per la prima volta nella penisola arabica, ed è l'ultimo di una lunga scia di sangue che ha segnato, dal '79 a oggi, questa corsa.

Il primo è stato il motociclista Patrick Dodin, che muore sempre per una caduta, mentre tentava di sistemarsi il casco che gli si era allentato. L'ultimo incidente mortale alla Dakar, prima di Goncalves, era accaduto nel 2015, in Argentina. Vittima il 39enne polacco Michal Hernik, caduto nella 3/a tappa, anche lui motociclista. L'anno prima, sempre in Argentina, ancora un motociclista, il 50enne belga Eric Palante era deceduto in un incidente nei pressi di Chilecito.
   

Nel 2005 la lista nera della corsa annovera anche il motociclista italiano Fabrizio Meoni, trionfatore delle edizioni 2001 e 2002. Il 47enne campione azzurro, in sella a una Ktm, durane l'11ma tappa ebbe un arresto cardiaco, dopo una caduta nello sterrato fra Atar e Kiffa in Mauritania. Quell'anno perse la vita anche lo spagnolo Jose Manuel Perez, motociclista anche lui, come i due morti nell'edizione 2013, il francese Thomas Bourgin, 25enne e lo spagnolo Jorge Martinez Boero. Un altro italiano morì nel 1986, era anche lui un motociclista, Giampaolo Marinoni, cadde a 40 km dal traguardo, ma si rialzò e portò a termine la corsa, arrivando 13mo. Poche ore dopo, un malore, e due giorni dopo la morte.

L'incidente più grave, collaterale alla corsa vera e propria, avvenne nel 1986, quando cadde un elicottero e morirono i 5 passeggeri, tra cui l'inventore della corsa, Thierry Sabine. Nel 2008 la Dakar fu invece annullata, per la prima volta nella storia della corsa, a causa dell'omicidio in Mauritania di 4 turisti francesi. Nel 1991 in Mali il pilota di un camion fu colpito alla testa da un proiettile vagante. Il 2010 fu funestato al via dalla morte di una spettatrice, Natalia Sonia Gallardo, investita: nello stesso anno l'incidente gravissimo al sardo Luca Manca. Nel 2011 altro sangue: stavolta a perdere la vita fu Marcelo Reales, 43 anni, un contadino investito da uno dei concorrenti, Eduardo Amor. L'anno prima un altro motociclista, il francese Pascal Terry, fu addirittura ritrovato solamente tre giorni dopo la morte. 
   

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